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Nel bene o nel male Thiago è sempre Thiago. E a noi piace così

di GianPiero Gallotti
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Thiago Motta è senza dubbio l'allenatore più innovativo che il Genoa abbia avuto nella sua storia recente.

Sulla panchina del Grifone, negli ultimi anni, si sono infatti sempre succeduti (Gasperini a parte) allenatori, per così dire, normali.

Allenatori che, al di là delle loro capacità più o meno marcate, hanno sempre portato avanti un'idea classica di gioco.

Facciamo un esempio: se una squadra provinciale va a Torino o a Napoli o a Milano, quasi sempre va a fare le barricate, a cercare di contenere i più quotati avversari cercando prevalentemente solo di spezzare il loro gioco.

In pratica quello che ha sempre fatto il Genoa che, soprattutto in trasferta, ha molto spesso subìto le iniziative degli avversari. Che si trattasse della prima o dell'ultima della classe poco importa. Il risultato era lo stesso.

Ma Thiago ha ben altre idee.

Lui non ha una mentalità provinciale.

E non potrebbe essere altrimenti, visto che il suo passato da calciatore lo ha visto come grande protagonista nelle migliori società d'Europa, dove la mentalità è invece quella di cercare di scendere sempre in campo con l'obbiettivo di conquistare i tre punti in palio.

Su qualunque campo.

Si potrà obiettare che i grandi Club hanno nel loro organico grandi campioni, che gli permettono di farlo.

Vero, ma fino ad un certo punto.

E' chiaro che lo spessore tecnico dei giocatori che compongono una rosa sia importantissimo, ma lo è altrettanto la mentalità con la quale una squadra scende sul terreno di gioco.

Perchè a fare la differenza, il più delle volte, è il collettivo, è il sudore versato, è la voglia di sacrificarsi per i compagni e per la maglia che si indossa.

Col sacrificio, l'agonismo ed una precisa organizzazione tattica, si può infatti molte volte sopperire ad un tasso tecnico inferiore a quello dell'avversario.

Ed è proprio su questo aspetto che Thiago sta lavorando, cercando di far abbandonare al Genoa quella mentalità da provinciale che quasi sempre fino ad oggi lo ha contraddistinto.

Ammettiamolo: in quanti fra voi lettori a Napoli, sabato scorso, avrebbero sostituito Pandev con Cleonise, rinunciando alla tentazione di mettere invece (e qui si torna alla mentalità da provinciale) un difensore, col rischio di trasformare così il finale di gara in una sorta di assedio a Fort Apache da parte del Napoli?

Probabilmente nessuno.

Tranne Thiago, che ha rischiato sulla propria pelle per tenere fede al proprio credo calcistico.

Intendiamoci, contro l'Udinese ha forse esagerato con gli attaccanti e se nel finale, sul punteggio di 1 - 1, avesse inserito qualche difensore, probabilmente la gara si sarebbe chiusa in parità, portando così in dote al Grifone un prezioso punto in più in classifica.

Ma sarebbe però stato come snaturare la propria essenza.

I giocatori rossoblù sono rimasti colpiti dal nuovo modulo e dalla nuova mentalità che sta nascendo nel Genoa.

E speculare ora il punticino senza rinunciare a vincere la gara sarebbe apparso come un tradimento, un duro colpo alla credibilità del suo progetto.

I giocatori questo progetto lo hanno capito e si stanno applicando al massimo per metterlo in pratica.

E al più presto bisognerà che lo capisca anche il pubblico rossoblù, da troppo tempo abituato ai "brodini" e ad una mentalità rinunciataria.

Fino ad ora sono quattro le gare dirette da Thiago Motta (delle quali tre in otto giorni), che hanno fruttato altrettanti punti, ma soprattutto buone prestazioni nonostante il pochissimo tempo avuto a disposizione per prendere in mano le redini della squadra.

Ma ora sta cominciando a capire cosa gli può dare ogni singolo giocatore della rosa, quale sia la posizione sul campo più congeniale per ognuno di loro e ben presto, messo a posto ogni tassello, la squadra rossoblù sarà come un'orchestra.

Finalmente guidata da un direttore di assoluto spessore.

Se lo si lascerà lavorare in pace e si comprenderà quanto prima, tifosi e media, che al Genoa è in atto un profondo rinnovamento che presuppone un radicale cambio di mentalità, il Grifone potrebbe finalmente arrivare davvero a spiccare quel volo che i tifosi rossoblù sognano da troppi anni.

Noi ci crediamo.

Forza Thiago.

Gip

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