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Balotelli andava espulso

di Carlo Dellacasa
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Sono contro il razzismo, quello vero. Meglio ancora: sono contro le discriminazioni, di qualsiasi genere. Se una società vuole crescere deve saper assorbire il “diverso”, e non mi sono spinto alla parola tanto di moda oggi che è accoglierlo, perché non voglio trasformare questo discorso in politica.

Assorbire nella sua accezione più ampia prevede due fattori essenziali: la volontà di entrambe le parti a lasciarsi contaminare per poter evolvere. Non vince una cultura, un sesso, un colore della pelle; si vince tutti insieme capendo le differenze, accettandole, e in alcuni casi anche apprezzandole.

Fatta questa premessa, fondamentale, ritengo che Balotelli andasse espulso. Per un motivo semplice: non puoi permettere che un giocatore scagli volontariamente e con rabbia la palla contro i tifosi. Su quegli spalti ci saranno stati quindici incivili (queste le indicazioni che sembrano trapelare dai rapporti!) ma c’erano anche ragazzi, forse addirittura bambini che quel gesto accompagnato da un labiale eloquente, ci metteranno del tempo per poterlo digerire.

A questo punto il problema inevitabilmente si sposta verso la classe arbitrale: ha gli strumenti per poter sospendere la partita nel caso lo ritenga necessario (vedi Roma-Napoli) ed è l’unica “depositaria” di questo potere.

Cosa sia successo di preciso a Verona si capirà meglio nei prossimi giorni, ma l’arbitro Mariani – e i suoi collaboratori – sono risultati assolutamente impreparati. Se si fosse dovuto sospendere l’incontro lo avrebbero dovuto capire e captare prima, magari invitando lo speaker dello stadio a diffondere un messaggio preventivo. Ma non avendo rilevato nulla di eclatante fino a quel momento l’arbitro avrebbe dovuto punire il gesto di Balotelli con un cartellino: giallo per interruzione volontaria del gioco, rosso – a mio avviso – per “linguaggio o gesti offensivi, ingiuriosi o minacciosi”. Questo non è avvenuto, ed è stato un errore grave, per il bene di uno spettacolo che dovrebbe vivere di eroi e gesti positivi, non di odio e indisciplina. Il pubblico stava sbagliando? Di sicuro però Balotelli aveva sbagliato.

Ma la letteratura di questa domenica di ordinaria follia a Verona ha permesso a tutti, troppi, di cavalcare solo l’onda razzista. Giusto, corretto, sacrosanto! Ma così si è perso un pezzo della storia.

La lotta alle discriminazioni deve essere fatta con la testa, senza cadere nella trappola di chi non aspetta altro che ci sia una reazione per poterti etichettare. Sono convinto – ma non è certo una giustificazione – che cori e fischi per Balotelli nascano a prescindere dal colore della sua pelle. Un ragazzo che ha sempre vissuto sopra le righe e che inevitabilmente con i suoi atteggiamenti non lascia indifferenti, nel bene e nel male.

Lo avrei apprezzato se si fosse fermato con calma e avesse chiesto all’arbitro di intervenire, ma non sarebbe stato nel suo stile, nel suo carattere. Invece quel calcio al pallone contro un intero settore non ha probabilmente spostato gli stupidi di una virgola.

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