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Al Meazza contro il Milan un Genoa ritrovato con harakiri finale

di Redazione Genoa News 1893

Una partita dai risvolti allucinanti, quella di San Siro, dove è successo davvero l'inenarrabile. Alla fine, ci stava tutto il pari tra Milan e Genoa, ma resterà per sempre scolpita nella memoria l'opportunità clamorosa capitata ai rossoblù e sciupata all'ultimissimo minuto di un lungo recupero. Non è da tutti, dopo aver comandato il punteggio sino al 92', provare nuovamente a vincere e guadagnarsi un sacrosanto rigore, procurato in tandem da Ekhator (incursione perentoria sulla destra) e da Ellertsson (atterrato dal baby Bartesaghi a due passi da Maignan). Per la terza volta nell'annata il Vecchio Balordo ha usufruito di un penalty quando il rigorista designato, Malinovskyi, era già finito sotto la doccia, e anche questo tentativo è stato pazzescamente sprecato, stavolta da Stanciu, oggetto misterioso che mister De Rossi aveva inspiegabilmente riportato agli onori del mondo all'83'. Vero che nel fatidico 99', dopo quattro minuti abbondanti di discussioni accese e di revisioni al Var proprio il rumeno era il genoano, sulla carta, col piede più morbido, ma non esistevano i presupposti psicologici per spedire proprio lui sul dischetto. Ignominiosa quella pedata al pallone, finito al centro della curva Nord.

Il successo avrebbe premiato la pressoché perfetta condotta difensiva dei rossoblù, le cui guardie scelte si sono espresse a livelli altissimi, imitati comunque da centrocampisti e punte disposti tutti a sacrificarsi per la causa.

E' vero che le condizioni iniziali erano ideali: il Diavolo aveva già gettato alle ortiche punti pesantisimi contro le provinciali al Meazza e le cadenze bassissime della sua trama erano il migliore alleato per la banda di De Rossi, che dopo essersi salvata anche grazie alla traversa su inzuccata di Gabbia, ha rischiato qualche altra volta ma limitando le sofferenze e, soprattutto, dimostrando che è anche possibile tenere palla, far girare a vuoto avversari così titolati e anche colpire di incontro verso la mezz'ora con quel Colombo che, prestito rossonero, ha riempito di veleno il proprio ritorno nel Tempio del calcio. Dopo il gol col Pisa, ecco il suo bis da centravanti vero, abile a liberarsi con uno scatto felino di Gabbia (abbastanza dormiente, va riconosciuto) e fulminare l'incolpevole Maignan.

Al secondo tentativo in area rossonera, ecco un vantaggio che non suonava così assurdo, Il Milan ci ha ancora provato un paio di volte verso l'intervallo, ma la fase difensiva genoana ha rinverdito la tradizione di innumerevoli recite fuori casa negli anni precedenti.

Anche l'avvio di ripresa è parso favorevole ad un Grifo che si è acquattato davanti a Leali lasciando che il giropalla rossonero si spegnesse al limite dei sedici metri. Il Diavolo non ha una forza d'urto spaventosa e nel gioco aereo difetta da sempre, ma l'opposizione dei tre marcatori genoani e anche di esterni e mediani è parsa esemplare.

All'ora di gioco, tuttavia, il pareggio sembrava cosa fatta, ma Pulisic, liberatosi sul palo più lontano, prima di infilare da dieci centimetri, toccava la sfera con la mano quel tanto da indurre Var e arbitro all'annullamento. Da quel momento, la pressione milanista è salita di tono e De Rossi è corso ai ripari inserendo forze fresche: Masini per Thorby ed Ellertsson per Malinovskyi. La gara si è trasformata via via in un assalto alla baionetta, ma i mille palloni piovuti a centro area non facevano che esaltare le qualità acrobatiche di Ostigard e C. e anche i riflessi di un Leali felino in ogni intervento. Altri cambi tra i rossoblù: dentro Ekhator per Vitinha, che aveva finito la benzina, e più tardi Stanciu per Colombo e Otoa per Martin, così da formare un 5-4-1 a trazione posteriore per salvare la ghirba. La paratona di Leali all'87' e la respinta in extremis di Vasquez sempre sullo scatenato  Pulisic facevano pensare ad una porta genoana stregata. Pia illusione: batti che ribatti, al 92' ecco, sugli sviluppi dell'ennesimo corner stagionale... perdente, Leao sbucare nella mischia e di testa castigare ingiustamente un Genoa mai così compatto e funzionale.

Prima del fischio conclusivo, l'indimenticabile episodio nell'area rossonera, col Genoa che si mangia le mani e si chiederà a lungo se, alla resa di conti, si sia trattato di un punto guadagnato o di due persi.

                         PIERLUIGI GAMBINO