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Genoa, a Bergamo un tabù da abbattere, giusto provarci

di Redazione Genoa News 1893

L'Olimpico giallorosso, il Meazza nerazzurro, lo stadio della Juve e quello della Fiorentina: campi tabù per il Genoa da tempo immemore. Contro l'Atalanta i precedenti non sono così infausti, ma... poco ci manca. Dunque, negli ultimi sei confronti, sia a Marassi sia in trasferta, il Grifone non ha incassato il becco di un punto e restando nell'attuale stagione è doveroso ricordare la scoppola in Coppa Italia (0-4) alla New Balance Arena e il beffardo epilogo di campionato a Marassi, con i rossoblù per quasi tutto il match sotto di un uomo e piegati proprio nel recupero. Tornando alle partite in terra bergamasca, l'ultimo pareggio risale al febbraio 2020 e per trovare un colpaccio ospite occorre arretrare sino al gennaio 2016.

Se non altro, non mancherà a Vasquez e compagni l'ambizione, dettata dall'orgoglio, di riscattare i due capitoli più recenti, ma la sfida resta altamente complicata. La classifica recita che i bergamaschi, lontani sette lunghezze dalla zona Europa League e avanti di sei rispetto alla coppia di inseguitrici composta da Lazio e Bologna, navigano nel limbo, senza stimoli particolari, ma da qui a preconizzare una precoce smobilitazione ce ne passa. Mister Palladino si sta giocando personalmente una fetta di futuro e sa di non pote tradire un pubblico appassionato come quello nero-azzurro, ma di sicuro non schiererà una squadra col coltello fra i denti.

Si può prevedere un match giocato in distensione, senza spigolature, con i rossoblù intenzionati a giocarsela apertamente, come è nella mentalità di DDR. Ovviamente il tasso tecnico degli orobici si lascia preferire, sicché non è arduo preventivare una superiorità territoriale dei padroni di casa, ma non sono più i tempi in cui i liguri si arroccavano a protezione del proprio portiere rinunciando a controbattere.

Il popolare ed amato DDR deve però slalomeggiare tra lievi infortuni ed acciacchi vari dei suoi pedatori. Baldanzi è ancora out, Ekuban e Norton-Cuffy sono tornati disponibili, ma per un impiego part-time programmato nella ripresa. Scegliendo fior da fiore, ci si accorge che parecchie maglie sono forzatamente assegnate. Sulle fasce tocca ancora a Sabelli ed Ellertsson, in mezzo al campo non mancherà Frendrup e in retroguardia almeno due titolari su tre sono garantiti, col dubbio se schierare tutti i migliori o concedere un'ulteriore chance ad Otoa, bisognoso di attente verifiche ma reduce da una prestazione sottotraccia. In mezzo al campo spazio ancora ad Amorim, atteso a progredire ulteriormente – soprattutto a livello di tenuta mentale e fisica alla distanza – e probabile ritorno di Malinovskyi (un ex ricordato con affetto), con Messias in panca ma pronto all'uso se occorresse risalire la china-

Anche in avanti si riscontra un'incertezza: Colombo è il solo centravanti disponibile e dovrebbe spuntarla, ma il duo Vitinha-Ekhator, sulla carta, è più adatto per una gara che implica dinamismo e capacità di inserimento.

Sul fronte atalantino la girandola di opzioni in ogni reparto lascia a bocca aperta. Palladino certamente confermerà uno dei numerosi ex di giornata, Scamacca, reduce dalla pur inutile doppietta di Cagliari, con De Keteleare e Raspadori a supporto e una coppia di sontuosi esterni formata da Bellanova e da un altro vecchio idolo del popolo genoano, l'esterno Zappacosta. In retrovia, favoriti Scalvini, Djimsiti e Kolasinac, tre mastini.

Attenzione, però, ai ricambi, che sarebbero titolarissimi nel Grifone. Qualche nome? Pasalic, Samardzic, Zalewski, Krstovic. Tutta gente che può cambiare le sorti di un match e soprattutto sconvolgere l'assetto avversario.

Tocca soprattutto ai rossoblù contribuire ad uno spettacolo teoricamente gradevole. L'avvertenza è una sola: chiudere ogni varco davanti a Bijlow senza concedersi tentennamenti nei contrasti e anche nei disimpegni, ma senza rinunciare a proporsi in avanti. Le Maginot erette frequentemente nello stadio bergamasco non hanno mai sortito frutti copiosi.

            PIERLUIGI GAMBINO