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Genoa autoritario all'Arena Garibaldi anche con i rincalzi

di Redazione Genoa News 1893

La pratica salvezza finisce nel cassetto con cinque giornate di anticipo. E' il miracolo di Daniele De Rossi, che ha rilevato un Grifone nell'abisso e l'ha fatto a salire a quote davvero impensabili viaggiando ad una media quasi da Europa League.

La permanenza in A era già virtualmente in tasca e a Pisa è arrivato il definitivo suggello, in attesa di festeggiare presto a livello aritmetico. I rossoblù sbancano con merito lo stadio Anconetani esprimendo una marcata superiorità sui nerazzurri, che erano all'ultimo autobus verso una clamorosa rimonta e se lo sono fatti sfuggire. Neanche la contemporanea assenza di quattro titolari del calibro di Norton-Cuffy, Malinovsky, Elletertsson e Frendrup ferma l'ascesa di un team che, se si fosse presentato al gran completo, avrebbe forse dilagato.

De Rossi finalmente concede una chance dal primo minuto all'attesissimo Amorim e sceglie, un po' a sorpresa, Ekhator come partner di Colombo, con Baldanzi alle spalle dei due. L'avvio è nettamene di marca genoana, con Baldanzi che, imbeccato perfettamente da Amorim, conclude a lato di poco. Il Pisa sembra non dare segni di vita: e dire che dovrebbe attaccare a spron battuto, non potendo accontentarsi del punto. La tattica di mister Hiljemark però dà i suoi frutti copiosi alla prima sortita oltre la metà campo: Corner battuto da Angori e per l'ennesima volta la difesa genoana si fa cogliere in difetto, stavolta dal terzino Canestrelli, che infila all'altezza del secondo palo. E' uno dei lati oscuri che De Rossi non è riuscito ad eliminare.

Una doccia gelata, che i rossoblù avvertono sulla propria pelle. Per qualche minuto eccoli in confusione, con Amorim che si assenta e il gioco che non decolla più. I toscani, a metà tempo, potrebbero chiudere il match quando Angori (e un compagno, che non verrà servito) partono in tandem verso il malcapitato Bijlow, che resta in piedi sino all'ultimo e sulla conclusione dell'esterno allunga il piedone sinistro e respinge con un prodigio. Fantastico l'intervento del portiere, ma con un avversario più freddo e tecnico, il Genoa sarebbe finito all'inferno.

Lo scampato pericolo non mette le ali al Grifone, ma se non altro lo risveglia. Senza compiere mirabilia, i rossoblù prendono a ruminare calcio decente e a chiudere in retrovia i nerazzurri sin quando – non lontano dal riposo -si materializza un pareggio stralegittimo: in avvio di azione è bravo Colombo, spalle alla porta, a smistare verso Baldanzi, a propria volta abile a servire lateralmente il più libero Ekhator, che dai dieci metri centra l'angolo alto. Magnifica esecuzione.

Ora è il Pisa ad accusare il colpo e a smarrire qualsiasi sicurezza. Colombo, partito in contropiede, ci prova con un diagonale ravvicinato scheggiando la traversa. Peccato, perché il centravanti, mai così in palla, avrebbe meritato la gioia personale. Ma avrà modo di rifarsi.

La ripresa si apre senza sostituzioni, ma si capisce subito che gli ospiti sono di ben altra pasta fatta. Lo scatenato Colombo, di testa, si procura i colpo del ko, ma conclude debolmente. E', comunque il prodromo al sorpasso genoano, che matura a capo di un'azione tambureggiante. L'ultimo tiro è di Baldanzi e Canestrelli, disteso a terra, allunga un braccio galeotto e devia maldestramente: dal dischetto Colombo si scopre rigorista impeccabile infilando ad un palmo dal palo.

Il più è fatto. Nel Pisa parte la girandola di cambi, cui De Rossi risponde immettendo Messias per Baldanzi e Onana, un mediano reduce da lunga sosta, per Ekhator. Sino alla fine i rossoblù rischieranno in una sola circostanza, quando Aebischer, tra i meno peggio nel manipolo nerazzurro, sparacchia in diagonale da distanza ravvicinata esaltando i riflessi del portiere ospite. Episodio a parte, giganteggiano i tre gendarmi genoani, protetti alla grande da Masini, che non è Frendrup ma cerca di assomigliargli, mentre l'attesissimo Amorim, pur con qualche pausa, si guadagna la sufficienza, palesando buon tocco di palla e anche capacità di sacrificio.

Dopo una conclusione dell'inafferrabile Colombo disinnescata da Semper, ecco l'uscita sia del centravanti (dentro Ekuban), sia lo stesso Amorim (Vitinha in campo), abbracciato lungamente e complimentato dall'allenatore. Non un giocatore genoano, però, merita un voto basso perlomeno per l'impegno profuso.

Missione compiuta, dunque, e ora tocca a Sucu e ai suoi collaboratori sfruttare la precoce salvezza per programmare il futuro, sperando che non si parta – secondo traduzione - cedendo i migliori.

                 PIERLUIGI GAMBINO