Genoa, cinismo e concentrazione per evitare brutte sorprese
Il vero avversario del Genoa non è il il malconcio Verona ma il Genoa stesso. I tifosi rossoblù notano che gli scaligeri sono in fondo alla classifica e invece di rianimarsi iniziano a toccare ferro e fare gli scongiuri del caso. Il Grifo, infatti, da ormai mezzo secolo ha il vezzo di soccorrere le squadre in crisi e di concedere loro poderose boccate di ossigeno. Anche il Cagliari era giù di corda, ma l'opportunità di assestare ai sardi il classico colpo del coniglio è stata persa nella maniera più banale. Riusciranno i nostri eroi a spingere ulteriormente nel baratro i gialloblù?
Tocca a Frendrup e compagni risolvere un quesito esistenziale, che decolla non solo dalla suesposta tradizione... natalizia, ma anche dai più recenti scontri casalinghi contro le provinciali, tutti archiviati senza l'agognata vittoria.
Dunque, occorre espugnare il Ferraris piegando una delle due squadre di A ancora alla ricerca del primo successo. Ma attenzione: i veneti, battuti in casa nell'ultimo match da un cinico Parma, provengono da due 0-0 esterni che bastano a rimarcare la loro robustezza. Certo, è gradevole constatare che l'attacco gialloblù ha prodotto sinora la miseria di sette segnature – record negativo nell'attuale massimo campionato – ma mister De Rossi giustamente rimarca che in fatto di palle-gol create i veneti sono al sesto posto.
Il Genoa, dopo questo confronto salvezza si recherà a Udine e avvierà una nuova serie di sfide complicatissime – non può permettersi assolutamente di cestinare questa ghiotta opportunità perpetuando il tabù marassino (sinora neppure un successo in campionato) che suona come un'onta. Dal canto suo, il tecnico genoano è ancora una volta atteso al varco: con la Fiorentina era in tribuna causa squalifica, sicché è al debutto assoluto sulla panca del Ferraris. Lui è il primo a conoscere i tranelli di una gara che presumibilmente vedrà i suoi ragazzi comandare la partita e cercare il varco vincente e gli ospiti rintanarsi davanti al portiere Montipò, ma con l'intento di sfruttare negli spazi la velocità dei due attaccanti, il brasiliano Giovane (di nome e di fatto) e il ghanese Orban, che in molti assimilano anche come caratteristiche all'ex interista Martins. E' giusto chiedersi, a questo punto, se non sia il caso di avvicendare l'incerto e discusso Marcandalli con Sabelli, di sicuro più rapido e forse anche più veloce nonostante l'età avanzata.
In teoria, il terzino romano è in ballottaggio anche per la sostituzione dello squalificato Norton-Cuffy (perdita pesantissima e ahinoi evitabile con qualche attenzione in più) sull'out di destra, ma il più duttile e robusto Ellertsson appare nettamente favorito.
Le due ipotetiche mosse di cui sopra dovrebbero esaurire l'esiguo elenco delle novità, visto che nelle altre zone del campo la riconferma del vecchio assetto appare probabile e altamente consigliabile. Come ovvio, riflettori accesi sulla coppia Colombo-Vitinha, che nell'isola ha manifestato ragguardevoli progressi nell'intesa e nella produttività di reparto. All'ex milanista è lecito chiedere un briciolo di cinismo e cattiveria in più quando occorre passare all'incasso: basta con i tocchetti di fino e i tentennamenti, occorre spaccare la rete rivale e, se occorre, spingere oltre la linea anche il portiere oltre alla sfera.
Non aspettiamoci un Genoa particolarmente fluido nella manovra, ma con De Rossi si ode una musica ben soave: cresce la tendenza a verticalizzare e l'innesto di Thorsby, che ha i tempi giusti per gli inserimenti, si sta rivelando prezioso, anche se l'ago della bilancia genoana risiede nei piedi e nel fosforo di Malinovskyi, sperando che l'ucraino riesca a ridurre o a procrastinare il calo atletico che lo caratterizza durante i secondi tempi.
De Rossi predica più qualità nelle giocate (anche se il termine da lui adoperato è “pulizia”), riferendosi a tutti i reparti e non solo ad attacco e centrocampo. Guai insomma se una “topica” della terza linea vanificasse un eventuale vantaggio parziale. E qui, più che la compattezza di squadra occorrono attenzione e concentrazione da parte di ogni individuo, così da non ripetere la condotta autolesionistica pagata cara contro Fiorentina e Cagliari.
PIERLUIGI GAMBINO