.

Genoa, è un Bologna ansimante, bisogna approfittarne

di Redazione Genoa News 1893

Battere il Bologna non sarebbe un colpaccio clamoroso, ma una piccola, significativa impresa andrebbe comunque definita. I petroniani sono una squadra strana, in tutto fedele all'incostanza che caratterizza il loro tecnico, capace di compiere sfracelli ma anche di inciampi per nulla attesi. Anche il ruolino di marcia degli emiliani è sui generis: in trasferta fioccano risultati eclatanti, mentre al Dall'Ara le difficoltà e le amarezze sono ormai abituali.

Siccome si gioca in terra ligure, è doveroso diffidare, e certamente non bisogna sopravalutare l'impegno che i petroniani hanno sostenuto giovedì sera in Europa League. Il pareggio strappato ad un Celtic a lungo in inferiorità numerica non è risultato esaltante, ma è la prestazione complessiva ad aver procurato le maggiori preoccupazioni: guai a parlare di crisi, ma il Bologna attuale non è irresistibile e mostra lacune  un po' in tutti i settori. Certo, se andiamo a pesare il valore dei suoi individui, l'ottimismo di casa Genoa un po' scema. L'organico a disposizione di Italiano è ben più fornito e ampio di quello al quale può attingere De Rossi: un anno (quello scorso) in Champions e l'attuale nella seconda manifestazione continentale hanno spinto il diesse Sartori a costruire non una ma quasi due formazioni all'altezza.

Il Genoa è pronto a trarre profitto dall'eventuale appannamento degli avversari, ma vale considerare che il successo sarebbe tanta manna e il pareggio finale non assomiglierebbe ad un fallimento. Il Grifone, sinora, non ha mai piegato una delle prime otto in graduatoria, e sarebbe l'ora di aggiornare il quadro.

De Rossi, forte dei quattro risultati utili consecutivi, che hanno garantito un “pieno” di fiducia, non si accontenta a priori, e bene fa. Deve però chiedere ai suoi giocatori di non calare nel secondo tempo come in troppe altre circostanze e di non consegnarsi ai rivali rinculando dopo una mezz'oretta di fuoco o durante il secondo tempo: sotto l'aspetto della tenuta si può – anzi, si deve – crescere.

In merito alla formazione, purtroppo, l'uomo di Ostia non può certamente sguazzare nell'abbondanza. Il vero ballottaggio, assolutamente inedito, riguarda la porta, anche se il tecnico sembra avere già deciso. Nel nuovo acquisto Bijlow nutre la massima fiducia, e non si esclude in futuro un cambio della guardia, ma spedire in panca Leali, maiuscolo nelle ultime prestazioni, sarebbe un'ingiustizia sesquipedale.

Nel terzetto difensivo, orbo del suo puntello centrale Ostigard, nessunissimo dubbio: rientra Otoa, pur sempre affidabile, in attesa che un altro volto inedito Zatterstrom sciorini tutte le sue indubbie qualità. Non è il caso, d'altronde, di compiere esperimenti in una gara così delicata.

Sulla fascia destra si ripropone Norton-Cuffy, reduce da lieve infortunio: l'inglese pare aver offerto a De Rossi rassicurazioni sul suo stato fisico-aletico, sicché non regge l'alternativa Sabelli, che si è ben comportato a Parma ma deve ancora smaltire qualche chiletto di ruggine. In mezzo al campo, more solito, sarà Ellertson a completare il tris titolare, nella speranza che Malinovskyi allunghi la propria disponibilità di almeno un quarto d'ora: Masini e Thorsby, comunque, sono in grado di sostituirlo degnamente, confidando in un parziale favorevole da difendere. Altrimenti, entrerebbe Messias, che una ventina di minuti a spron battuto li può sempre disputare. Infine, in avanti spazio ai soliti due, con Colombo proteso a capitalizzare il momento personale estremamente propizio e Vitinha chiamato invece a conferire un briciolo di pericolosità in più alle proprie iniziative.

Il Bologna manca del terzino sinistro Miranda, sospeso per un turno e sostituito dal collaudato Lykogiannis, Nella mediana spazio ancora all'ex atalantino Freuler e a Ferguson, sontuosi interpreti del ruolo, mentre il gioco d'attacco è legato all'estro di Orsolini (se in giornata, diventa inarrestabile con le sue conclusioni a giro dalla destra) e dalla presenza del centravanti Castro (giustiziere nell'andata), che è reduce da uno attacco influenzale. In porta, per finire, probabilità pressoché identiche fra il titolare Skorupski (appena rientrato dopo un guaio fisico ma colpevole sul primo gol subito in Coppa) e l'emergente Ravaglia

Il Bologna targato Italiano esprime un calcio inconfondibile: possesso palla, tecnica sopraffina, brio e qualche dribbling, ma anche parecchie lacune difensive, accentuate da un atteggiamento tattico oltremodo spregiudicato, che spalanca praterie sterminate ad antagonisti vocati al contropiede.

E' la classica partita da tripla, il cui epilogo dipenderà principalmente dal comportamento degli ospiti, capaci di dominare in lungo in largo cosi come di pagare certi eccessi di confidenza

                          PIERLUIGI GAMBINO