Genoa, gara complicata contro il Pisa da vincere ma...
All'alba del nuovo anno, subito una partita spartiacque, di quelle da non fallire assolutamente. Le tre sconfitte di fila – altamente previste quelle con Inter e Roma, sorprendente e pesantissima quella di fronte all'Atalanta – sono un fardello gravoso sul morale di una squadra che sembra aver smarrito il favorevole “effetto De Rossi” e si sta interrogando riguardo al futuro prossimo e a quello più lontano
Arriva il Pisa, penultimo con tre punti di ritardo: normalissimo pensare ad un impegno agevole, da archiviare senza sussulti, ma si tratterebbe di un'analisi fuorviante. I nerazzurri toscani, infatti, nonostante le due sberle rimediate contro la Juve (ma dopo timbrato due volte il palo sullo 0-0), mostrano uno stato di salute migliore rispetto ai calciatori rossoblù. Insomma, ci credono e intendono trarre profitto da un ulteriore annebbiamento del Grifone.
Anche per De Rossi si tratta di un esame finestra. Ultimata la luna di miele col mondo rossoblù, anche lui è conscio che occorra passare ai fatti. Come timoniere dei pisani ritrova quel Gilardino che alla guida dei rossoblù pareggiò in extremis grazie a De Winter – era il 15 settembre del 2024 – la sfida contro la sua Roma inducendo i dirigenti ad esonerarlo. Stavolta, è il tecnico biellese a rischiare maggiormente il posto, ma l'ipotesi di una rivincita è davvero l'ultima delle considerazioni che passano dalla mente dell'uomo di Ostia. La fresca figuraccia dell'Olimpico di sicuro lo induce a mille considerazioni legate allo stato di forma di qualche elemento, ma la panchina mai così striminzita difficilmente gli suggerirà una rivoluzione. I calciatori da alternare sono i soliti dodici-tredici, in attesa di un mercato che stenta a decollare, e su di loro occorre riporre affidamento confidando di non essere traditi né dalla squadra intera, come nella Capitale, nè da quelache singolo in vena di sciocchezze.
Torna certamente tra i pali Leali, che sarà anche discusso ma resta il miglior bue della stalla, e davanti a lui dovrebbero agire Ostigard, capitan Vasquez (atteso ad una sollecita riabilitazione) e Otoa, con Marcandalli pronto a subentrare. Sulle fasce non si sfugge dai soliti Norton-Cuffy e Martin, ma uno spostamento di Ellertsson a sinistra non è così campato in area.
In mezzo serve qualche riflessione in più: inamovibile Frendrup, Malinovskyi dovrebbe ancora ottenere fiducia (con la necessità di rilevarlo magari a metà gara per esaurimento di energie fisiche e mentali), mentre per la terza maglia si registra un ballottaggio tra il sunnominato e ancora favorito Ellertsson e l'invocatissimo Thorsby, che in fase offensiva garantisce una superiore presenza. Infine, in prima linea al fianco di Vitinha potrebbe riapparire Colombo, più adatto di Ekuban per un match all'arrembaggio.
Mai come stavolta dagli spalti dovrà giungere quel sostegno in grado di caricare i beniamini di casa come molle e di condizionare avversari in forma ma non così baldanzosi.
Nei quadri toscani rientra l'uomo forse più temuto, l'ex spezzino N'Zola, reduce dall'eliminazione in Coppa d'Africa: un veterano che può decidere un match con una giocata individuale, specialmente in contropiede. Bravino è anche il suo presunto partner, il gigante Moreo, anche se i numeri recitano che proprio il Pisa è la squadra meno prolifica della serie A.
In porta torna un ex, Semper, che qualcuno rimpiange, e in difesa la “3C”, con il quasi 36enne Caracciolo in in mezzo a Canestrelli e Calabresi, non è malaccio e a centrocampo spiccano il 19enne talento Vural e il più navigato Aebischer. Tuttavia, l'avversario più pericoloso appare l'esterno destro Touré, un coloured capace di stroncanti accelerate.
Il Pisa gilardiniano – in spregio alla classifica - tiene il campo con equilibrio ed efficacia sfruttando una fisicità ben superiore alla media: calcio non raffinato il suo, ma concreto, con improvvise verticalizzazioni utili a nascondere una qualità complessivamente non eccelsa. Il Genoa dovrà opporre intelligenza tattica ma soprattutto corsa e capacità di sacrificio: doti che prima della pagina nera romana Gila aveva inculcato nei suoi ragazzi.
Inutile girarci attorno: è una gara da vincere, sia per allontanare un'avversaria diretta sia per poter affrontare con maggiore serenità il congedo dal girone di andata nella Milano rossonera. Attorno al risultato della sfida diretta, però, fioriscono valutazioni assortite, inerenti le future mosse di mercato della coppia Sucu-Lopez. C'è infatti il timore che il presidente mostri il braccino corto in caso di risultato positivo, illudendosi di una salvezza in carrozza con un esiguo rafforzamento. E se fosse questo il suo reale pensiero, l'eventuale pareggio sarebbe da accogliere persino come un verdetto provvidenziale.
Pierluigi Gambino