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Genoa, le parole del responsabile Roberto Trapani sul settore giovanile

di Franco Avanzini

Il responsabile del settore giovanile del Genoa Roberto Trapani ha rilasciato una bella intervista al collega di tuttomercatoweb.com. Un Genoa che punta molto sui ragazzi del suo settore giovanile che stanno crescendo tranquillamente senza troppi assilli e con un tecnico come mister Daniele De Rossi che li segue costantemente conoscendoli praticamente tutti.

Ultimo dei giocatori approdati alla prima squadra è Doucouré: "Fa parte della continuità del progetto giovani di questa società - spiega Roberto Trapani - Doucouré è un ragazzo cresciuto parecchio ed è importante avere in prima squadra un allenatore che punta molto sui giovani. Per i ragazzi è molto importante questa strada anche se magari stando semplicemente in panchina".

Sette mesi di lavoro con il settore giovanile del Genoa, le impressioni del responsabile sul tempo trascorso: "Tanta disponibilità da parte del club e grande apertura da parte del CEO Blazquez".  Responsabile che è arrivato dopo Michele Sbravati: "Lavoro meticoloso svolto in precedente che tutti hanno potuto vedere. Ci sono persone scelte da lui. Dobbiamo portare quanto di meglio fatto in passato nel presente. La società ci sta dando tutto quanto possibile e questo mi mette un po' di pressione ma è giusto così".

Sulle richieste e gli obiettivi, Trapani spiega: "Quella principale che ci è stata fatta è portare i nostri giovani in prima squadra dopo il giusto percorso". Crescere, parola importante per una società come il Genoa: "Ci sono giocatori con grandi potenzialità e3 quello che va fatto è integrare il tutto con un apprendimento di livello superiore. Non è tanto im portante che Under 15 e Under 16 vincano o arrivino ai play off ma che arrivino a livelli superiori".

Un obiettivo potrebbe essere avere squadre forti: "Certo. Importante avere ragazzi che giocano sotto età, situazione che all'estero viene fatta normalmente, in Italia meno. Poi è evidente come in una gara domenicale questa diversità di età può uscire. Avere un giocatore sotto età che gioca stabilmente significa che dopo qualche anno potremo contare su un ragazzo che sarà più pronto a giocare con la prima squadra".

Mercato invernale con innesti importanti per la Primavera, meglio dare alcuni ragazzi  in prestito in Serie C o farli allenare con la prima squadra: "Ogni calciatore ha un percorso a se, ognuno individualmente ha una necessità particolare. Importante il carattere che ha. Importante contare su un loan manager come Matteo Scala che li segue fuori. Abbiamo preso Doumbia lasciandolo ad Altamura perché può giocare con gli adulti".

Risultati di questa stagione molto buoni: "La fortuna è avere tante persone che dedicano le loro giornate al settore giovanile. Allenatori che sono molto attenti allo sviluppo dei ragazzi, facendoli maturare in tranquillità. Sino alla Primavera il mio pensiero è che gli allenatori devono essere a disposizione dei ragazzi e non viceversa. Nessuno mi ha chiesto di arrivare ai play off con la Primavera o vincere il titolo. Rispetto allo scorso anno la forbice si è ristretta, in cinque punti ci sono dodici squadre, vincere una gara potrebbe significare play off, perderla rischi di ritrovarti ai play out".

Primavera che può agganciare i play off: "Sì, basta guardare la classifica. Parlando in maniera ottimistica possiamo dire di essere a quattro lunghezze da quelle posizioni, negativamente ci si guarda invece indietro". Doumbia, Meola, Lafont e Lauricella, tutti colpi arrivati da poco: "Doumbia ci ha colpito per la fisicità e la visione di gioco. Un 2007 che ha giocato già tante gare in un torneo difficile come la Serie C girone C. Latif è un giocatore importante che giocava già coi grandi e quindi è molto attento alla fase di non possesso, dovrà migliorare negli ultimi metri. Lauricella è un Nazionale  tecnicamente bravo, deve migliorare nell'uso del piede debole e su letture in fase difensiva. Meola giocava in Serie D, è fors eun po' indietro in condizione atletica ma ha colpi importanti".

Ritiro estivo con alcuni elementi della Primavera? "Non abbiamo ancora parlato di questo con De Rossi anche se li conosce praticamente tutti e questa è una cosa positiva". Genoa che cerca elementi radicati nella propria terra: "E' importante trovarsi sul territorio. Vogliamo diventare nei prossimi due anni la società di riferimento in Liguria. A pari livello preferiamo sempre ragazzi del territorio come avviene ad esempio nell'Under 18". Badia di Sant'Andrea: "Aiuta tanto una struttura di questo genere. Entro il dicembre 2026 dovremmo anche aver terminato il secondo lotto".

Sulle condizioni fisiche di Nuredini e la crescita di Scaglione: "Probabilmente Nuredini si dovrà operare. E' stato sfortunato ma tornerà più forte di prima. Scaglione ha avuto un piccolo infortunio. Tecnicamente ha grandi doti. Deve lavorare fisicamente. Siamo soddisfatti del suo percorso, ora tocca a noi aiutarlo". Tanti stranieri in Primavera: "E' solo anagrafica la differenza tra italiani e stranieri. Ci sono squadre che giocano con due fuori quota 2005 e dieci 2006. Se avessimo schierato noi i dieci 2006 che giocano ora altrove saremmo in vetta con un bel margine di vantaggio. Con l'estero la differenza è che in Champions League fanno giocare i 2008, noi i 2004 e 2005. In Italia si alza l'età dei Primavera".

Infine si parla di Criscito e Ruotolo, ex genoani, presenti nel Settore Giovanile: "Averli è importante perché trasferiscono ai ragazzi cosa significhi giocare con questa maglia addosso e quale ambizione si debba avere. Giusto avere un mix di allenatori diversi tra di loro ma nessuno come Mimmo e Gennaro possono trasferire ai ragazzi il vero senso della genoanità".