Genoa, un Grifo sul pezzo può centrare il colpaccio
Sfida affascinante ma indefinibile, questa tra un Genoa che insegue solo altra gloria ed un Milan mai così disperato. Quale pronostico azzardare? E' una gara da tripla, con due segni preponderanti, l'1 e il 2. Sì perché tutto può succedere tra due squadre immerse in situazioni diversissime.
Il Diavolo ha dilapidato punti su punti di vantaggio rispetto alle inseguitrici ed è obbligato a vincere: già il semplice pareggio probabilmente segnerebbe la retrocessione in Europa League da quella Champions che pareva ormai blindata. I rossoneri, lacerate da polemiche intestine, giungono a Marassi con due sconfitte di fila sul groppone e, soprattutto, senza una manciata di titolari: il discusso ma sempre insidioso Leao, il motorino Saelemakers, il terzino sinistro Estupinan e, soprattutto, il faro che illumina ogni azione, Sua Maestà Modric, che a livello personale avrebbe raccolto applausi anche dal pubblico di fede genoana. Mister Allegri sente la panca scricchiolare ma gradirebbe salutare la combriccola con la qualificazione nell'Europa che conta.
Già, ma questo Diavolo è talmente povero – soprattutto di convinzione e di fiducia nei propri mezzi – che un Genoa sul pezzo può mangiarselo comodamente. E qui si innestano altre considerazioni assortite riguardo al Grifo, che sarà certamente sospinto al successo da trentamila ugole incessanti oltreché dall'orgoglio di battere una “grande”. Il Milan non è un'avversaria come le altre per il popolo genoano, che esulterebbe non solo per la vittoria ma anche per lo scherzetto combinato ai meneghini. De Rossi pretende una partita “seria”, ma con quasi trent'anni di calcio ad alto livello alle spalle è conscio che trovare nel proprio animo le massime motivazioni con una salvezza già in tasca da tempo può essere un esercizio innaturale.
Di sicuro c'è in ogni calciatore rossoblù la ferma volontà di congedarsi dai tifosi amici con una prestazione da applausi. In sovrappiù, per qualcuno di loro si tratta di un placido e sereno homenaje: Malinovskyi, già ringraziato ufficialmente dalla società, ha le valigie pronte e probabilmente un altro titolarissimo lo affiancherà in aeroporto: in primo indiziato è Frendrup, che nelle ultime estati si è visto abbracciare da parecchi compagni non meno meritevoli di lui di partire, ma occhio anche agli altri uomini-mercato.
Il popolare ed amato Capitan Futuro stavolta chiuderà nel cassetto qualsiasi esperimento: dopo tutto, meritano rispetto le avversarie dirette del Diavolo nella lotta Champions e anche i consueti trentamila frequentatori marassini, che pretendono un ultimo flash gradevole di un'annata più che dignitosa, in attesa di ritrovarsi a fine agosto.
C'è un dubbio in difesa, dettato non da valutazioni tecniche ma mediche: Ostigard accusa qualche doloretto muscolare, di sicuro proverà a rendersi disponibile in extremis, ma – al pari di Vasquez – deve anche proiettare la mente agli imminenti Mondiali. E se il capitano è abile e arruolato, il danese lascia tecnico e supporter col fiato sospeso. Otoa ha smaltito il recente acciacco: eventualmente sarebbe suo il posto al sole.
A centrocampo tocca a Malinovsky e Frendrup, sicché Amorim tornerà in panca, speranzoso però di giocare uno spezzone di gara. Sulle fasce spazio ad Ellertsson, mentre il ballottaggio tra Sabelli e Martin non può essere sciolto agevolmente. Lo spagnolo forse è prossimo all'addio, ma in certi contesti i suoi annosi difettucci in copertura potrebbero indicare la via all'allenatore.
Infine, in avanti, riecco Baldanzi, tirato a lucido dopo essere guarito dall'infortunio e aver svolto allenamenti mirati. De Rossi intende puntare su di lui anche per il prossimo anno e sta insistendo con la dirigenza affinché lo acquisti in via definitiva. Stavolta, mancando Messias, gli assegnerà il compito di proporre estro, fantasia e tecnica
Sì perché le punte – quali che siano – hanno bisogno di imbeccate stuzzicanti. E' difficile rinunciare a Colombo, che sino a fine giugno è ancora proprietà del Milan ma in rossoblù non ha concorrenti nel ruolo di prima punta. Accanto a lui dovrebbe agire Ekhator, ma una staffetta con Vitinha ed Ekuban, gli altri due attaccanti in organico, è presumibile.
Anche mister Allegri ha praticamente deciso l'undici al quale affidare le calanti chances legate al quarto posto. Davanti a Maignan, ecco i soliti tre gendarmi (con l'ex rossoblù De Winter a masticare amaro in panca), Akethame (non certo un fenomeno) largo a destra e il baby Bartesaghi a sinistra. In mezzo, con il mediano Fofana e il temibile Rabiot, sarà Ricci a surrogare (ma è un'impresa possibile?) Modric in regìa.
L'incognita è avanti, considerata la lunga sterilità in zona gol dell'intera batteria di attaccanti rossoneri. Il dribblomane Nkunku (bravissimo nel finale contro l'Atalanta) ha una maglia garantita e dovrebbe affiancarlo un centravanti autentico, Fullkrug, avvantaggiato rispetto a Gimenez, che non ha mai convinto. Pulisic, ristabilito in extremis, si candida come primo cambio del reparto.
Il Milan è sempre... il Milan, pur con mille guai, ma potrebbe trovarsi contro un Grifone fiero e combattivo, senz'altro in grado di sfruttare una condizione psico-fisica di gran lunga preferibile. Prepariamoci ad un mezzogiorno di fuoco.
PIERLUIGI GAMBINO