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Genova e il Genoa, 13 tappe di un percorso storico

di Redazione Genoa News 1893

La Superba e il Grifone: un legame indissolubile, che ha offerto lo spunto per un'iniziativa senza precedenti, intitolata “Genova è il Genoa”, col sottotitolo “Genoa is Genova” a rimarcare l'antico connubio tra la società di calcio e il mondo d'Oltremanica..

Davvero meritevole l'idea di Associazione club Genoani, Gruppo Storico Genoa e Fondazione Genoa: la rivisitazione dei luoghi genovesi che hanno punteggiato la storia del club più antico d'Italia. L'iniziativa, presentata in un albergo cittadino, ha calamitato centinaia di supporter rossoblù aperti alla conoscenza delle radici del club e dei pionieri di un'avventura ultra-secolare ricca di fascino.

Al vernissage ha partecipato il presidente della Regione Marco Bucci, che non è supporter acceso ma solo un blando simpatizzante del Vecchio Balordo ma è rimasto affascinato da certi eventi lontani dalla cronaca sportiva vera e propria e immersi profondamente nel tessuto della metropoli. Bucci è stato scout e non poteva nn soffermarsi sulla figura di James Spensley, che oltre ad essere il personaggio più importante agli albori del calcio, ha fondato – presso la chiesa delle Vigne, immersa nei "caruggi" - lo scoutismo in Italia.

Di rilievo anche il contributo alla discussione dell'assessore regionale allo Sport Luca Lombardi, che ha apprezzato l'opuscolo in cui sono descritte con dovizia di particolari i punti nodali di un'epopea calcistica ineguagliabile. La sua promessa è lo sfruttamento di queto tesoro cartaceo come veicolo promozionale per i turisti in visita alla città.

Nel corso dell'incontro, è piaciuta anche la testimonianza di Giorgio Guerello, ex assessore comunale, che in Germania ha visitato la tomba di Spensely e , assieme con alcuni compagni di tifo, ha cercato di trasferire a Staglieno le spoglie dell'illustre pioniere, venendo stoppato non dai familiari del medico, ma da un'associazione inglese che curava i destini post-mortem dei connazionali caduti in guerra. E Spensley appartiene a questo novero, al pari di un altro insigne genoano, Luigi Ferraris, già capitano rossoblù, soldato ucciso durante il primo conflitto mondiale.

Sono innumerevoli le vicende e le individualità che hanno ritmato gli albori del Genoa. Eccoli racchiusi in quest'ideale viaggio con tredici tappe fondamentali. La prima non poteva che essere via Palestro 10 interno 4, sede dell'allora Consolato inglese, dove il 7 settembre 1893 fu fondato il Genoa Cricket ed Athletic Club: cinque anni abbondanti prima che la ragione sociale fosse modificata sostituendo il vocabolo Athletic con Football. Villetta Serra, immersa nel Parco dell'Acquasola, è il secondo luogo sacro: è stata sede del Genoa dal 1912, dopo i passaggi in piazza Campetto e in piazza Manin.

Neppur cento metri e, attraversata via Roma, troviamo salita Santa Caterina, che ospitava il negozio di articoli sportivi di Edoardo Pasterur, altro nome notissimo nella storia genoana: dal suo laboratorio uscivano i palloni usati anche dalla Nazionale italiana.. La limitrofa salita Dinegro richiama un evento più vicino a noi: la nascita, risalente al 2006, della Fondazione Genoa, la cui sede era  nel palazzo che ha ospitato a lungo uffici e rotative de Il Lavoro, quotidiano legato al socialismo.

Più lungo – si fa per dire – il trasferimento in via Luccoli, quinto stop della perlustrazione: nel budello più importante e frequentato a livello commerciale aveva la prima residenza genovese Guillermo Stabile, detto El Filtrador, argentino, il fuoriclasse del Genoa tra le due guerre. E verso il fondo, a Soziglia, la mitica pasticceria Klainguti, attirava con le sue leccornie i tifosi rossoblù.

Non distante, troviamo Campetto, domicilio sia di Spensley sia di Juan Claudio Culiolo, munifico presidente rossoblù negli anni Trenta. A due passi, la Chiesa delle Vigne, così cara allo scout Spensley, e piazza Banchi, dove si stende la Loggia dei Mercanti, sin dal 500 centro degli affari a Genova e dallo scorso dicembre sede del Genoa Store più importante, brulicante di supporters in cerca di gadget e oggettistica monotematica.

Nei pressi, si diparte via San Luca, dove abitava Wallys Ghiglione, arbitro e giocatore del Genoa al pari di Norman Leaver e Howard Passadoro: tutti beniamini delle primissime falangi del tifo.

Il percorso ideale, pavesato di rossoblù, prosegue all'interno del Porto Antico e pioù precisamente nella Palazzina San Giobatta, che tuttora ospita il Museo del Genoa, con reperti unici riguardanti non solo il Grifone d'antan ma lo sviluppo del football nello Stivale.

A metà di via San Lorenzo si erge la Cattedrale di San Lorenzo, dove fa bella mostra di sé la replica di un ordigno inesploso nel bombardamento del 9 febbraio 1941, proprio in contemporanea con la sfida tra Grifone e Juventus, disputata al Ferraris e vinta dsi padroni di casa.

Il penultimo stop è un doveroso omaggio ad un'antica polleria, sita in via Canneto in Lungo e legata al più prolifico goeador genoano di sempre, Edoardo Catto, tra i sommi artefici degli ultimi scudetti.

Il nostro escursus non può che finire nel cuore della Superba, piazza De Ferrari, che ha ritmato la storia del Grifone: lì si riunivano nei primi decenni del 900 dirigenti, soci e tifosi del Genoa e sempre  lì, sotto i portici dell'Accademia, nella famosissima Rametta, si incontravano sostenitori illustri ed eleganti a discorrere in dialetto con un unico tema ricorrente: il Vecchio Balordo. De Ferrari ospitò pure la sede del Genoa per una trentina d'anni e in quel luogo iconico migliaia di fans genoani, in bilico tra speranza e paura, si concentravano nel 1968 per seguire, amplificate da un microfono, le cronache dirette degli spareggi per non finire in serie C: dapprima con con squadre coinvolte e poi con tre, sino all'estate inoltrata.

Da qualche anno, al fianco della suggestiva fontana, si celebra ogni 12 mesi l'anniversario di fondazione del club: un doveroso e sentito omaggio, teso a rafforzare un amore mai consumato dal tempo.

                 PIERLUIGI GAMBINO