Italia fuori, Italia dramma sportivo, Italia ed ora che si deve fare?
E tre! Sembra una maledizione da cui nessuno sa come uscirne. L'Italia non parteciperà al primo Mondiale a 48 squadre che si svolgerà tra Messico, Stati Uniti e Canada nella prossima estate. Nessuna "Notte Magica", nessuna emozione e nessuna voglia di conoscere le avversarie.
Quel che è peggio è che ci sono intere generazioni che non hanno mai visto gli Azzurri ad una manifestazione planetaria. Il problema che non è la prima volta ma addirittura la terza. Una vergogna sportiva che non doveva capitare. Perdere, nel calcio come in tutti gli sport, ci sta, ci mancherebbe. Ma per una Nazione che si crede forte nel gioco del football non c'è scusante nell'essere usciti per mano della Bosnia Herzegovina. Con tutto il rispetto per i bosniaci, non certo una Nazionale di primo piano.
Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia sono le squadre che non ci hanno permesso di arrivare alla manifestazione principe del calcio. Ma se la Macedonia era una semifinale e dopo ci sarebbe toccato il Portogallo, la Bosnia era l'ultimo ostacolo prima del Mondiale. E questa eliminazione fa sicuramente più male.
Tanti errori commessi un po' da tutti. Ma è chiaro come i vertici abbiano le responsabilità maggiori, ora ci si aspetta un passo indietro da parte di tutti. Ma accadrà? Difficile a dirsi e a pronosticarsi. Anche mister Gattuso ha commesso alcuni errori, a nostro giudizio.
Intanto il modulo: il 3-5-2 non è da squadra che vuole imporre il proprio gioco ma un modulo che in fase difensiva si tramuta in un 5-3-2. Giusto che lo faccia la Bosnia ma non l'Italia che tecnicamente è più forte. Poi i cambi: Kean era l'unico che in contropiede avrebbe potuto mettere in ansia la difesa avversaria, non certo un baluardo impossibile da superare e il selezionatore ha deciso di sostituirlo con un Pio Esposito che ha sbagliato molto, rigore compreso. E poi Bastoni: dopo la figuraccia in Inter-Juventus ecco l'espulsione in Bosnia.
Ad un certo punto un'azione simile capita sul fronte opposto con Kean che si invola. I difensori bosniaci evitano il fallo da ultimo uomo perché, come tutti sanno, un calciatore può anche sbagliare il tiro, cosa che il giocatore della Fiorentina, suo malgrado, ha fatto. Bastoni invece è intervenuto in maniera scomposta ed il rosso è apparso giustificato.
Alibi? Praticamente nessuno. Una Nazionale come quella Italiana deve essere conscia del fatto che qualunque formazione di caratura minore metterà il 110% in campo pur di provare a sconfiggerla. E così ha fatto la Bosnia, aiutata dal pubblico (che però non scende in campo ma che è stato trascinato dagli stessi giocatori che sul prato verde hanno messo ardore e voglia per tutti i 120 minuti).
Usciamo leccandoci le ferite e guardando al domani. Trovare soluzioni non sarà semplice perché occorrerebbe cambiare radicalmente il modo di interpretare il calcio da parte di tutti, a partire dai tecnici italiani. Basta difensivismo ma gare più aperte anche a costo di subire qualche rete in più ma segnandone molte di più.
Esempi in giro per l'Europa ce ne sarebbero. L'Inter, capolista della serie A ha realizzato in 30 gare 66 reti, tante? Mica vero. Se guardiamo la Bundesliga, ad esempio, il Bayern Monaco capolista dopo 27 gare, quindi tre in meno dei nerazzurri, di gol ne ha segnati ben 97; in Liga il Barcellona ne ha fatti 78 in 29 gare ed infine la Francia che è l'unica Nazione dove si segna meno, il Psg in 26 gare ha fatto "solo" 58 reti. Quindi non si dica più che il campionato Italiano è il più bello del Mondo come si è sempre detto.
Cambiare si può, basta volerlo magari puntando ai Settori Giovanili e non avendo paura a far esordire ragazzi di 16 anni come capita spesso in giro per l'Europa anche in squadre di una certaa caratura.