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Mondiale 2026, doppia presenza genoana; qualche Mondiale fa accadde...

di Franco Avanzini

La settimana che domani inizierà porterà i tifosi calcistici al Mondiale che si svolgerà, per la prima volta nella storia, in tre nazioni, Stati Uniti, Messico e Canada e per la prima volta saranno ben 48 le squadre partecipanti. Nel contesto mondiale proseguiranno le voci inerenti al calcio mercato che, ufficialmente, si aprirà il 1' luglio.

Genoa che ha un bel ricordo di un precedente Mondiale. Era il 1990, la manifestazione principale del calcio si giocava in Italia. Una delle nazioni presenti era la Cecoslovacchia ed in attacco c'era un lungagnone possente che si mise in mostra a suon di reti. Il suo nome e cognome era Tomáš Skuhravy. Il Genoa riuscì ad acquistarlo anticipando altre società italiane tra le quali il Torino e lo portò in Liguria. Quello che poi "Tommasone" fece a Genova è noto a tutti i sostenitori rossoblu.

Ecco, il Mondiale che andrà ad iniziare tra qualche giorno sarà una grande vetrina per poter ammirare molti giocatori, anche non delle squadre principali, ma anche qualche "sconosciuto" che potrebbe emergere in questa manifestazione. Siamo certi che la dirigenza genoana, ma ovviamente anche le dirigenze di tutte le formazioni italiane e non solo, guarderanno con curiosità il Mondiale. La speranza è ovviamente che si posa trovare uno Skuhravy-bis ovviamente da portare al Grifone.

Ovviamente, da genoani, Messico e Norvegia saranno le squadre seguite con maggiore curiosità. Tra i centro-americani infatti troveremo un Johan Vasquez che, nelle ultime due amichevoli, è andato sempre a segno mentre nelle fila dei Nord-Europei giocherà Leo Østigård altro difensore che ha saputo mettersi in mostra nell'ultima stagione non solo nella fase difensiva ma anche con qualche pesante segnatura. 

Insomma, anche senza la presenza dell'Italia, ancora fuori per la terza volta consecutiva, i motivi per seguire il Campionato del Mondo ci sono eccome. La speranza è che messicani e norvegesi possano andare avanti il più possibile e che i nostri validi guerrieri sappiano mettersi in mostra.