De Rossi: "Ogni calciatore trova gli stimoli dentro di se"
Fiorentina, fu l'esordio per mister Daniele De Rossi al Genoa, non in panchina ma seguendo la squadra dalla tribuna in quanto squalificato. E la squadra viola sarà l'avversaria di domenica, ore 15, allo stadio Artemio Franchi di Firenze. L'allenatore della compagine rossoblu ha parlato a Villa Rostan presentando la gara partendo dalla situazione infermieristica: "Junior Messias ha finito la stagione, Norton-Cuffy non sarà della gara, Baldanzi sta bene si allena con noi da qualche giorno ma vorrei non portarlo. Vorrei avesse più allenamenti nelle gambe perché la partita è importante ma non decisiva per noi. Voglio che quando rientrerà sia al massimo della forma. Avrebbe giocato dall'inizio solo se fosse stata una sfida decisiva per noi ai fini della salvezza".
De Rossi da una parte e Vanoli dall'altra, entrambi iniziarono la loro avventura sulle rispettive panchine in quel Genoa-Fiorentina dell'andata: "Vanoli è un amico, è stato il mio allenatore in seconda ai tempi di Conte in Nazionale. E' bello incontrarlo di nuovo ed è giusto così che due piazze importanti come le nostre siano in Serie A".
Come stimolare i calciatori in queste ultime gare? "Devono essere i giocatori stessi a trovarsi degli stimoli. Ricordo quando giocai proprio a Genova contro la Samp una gara in cui tutti avevano paura di farsi male visto che stavano arrivando gli Europei del 2004. Al mister di allora chiesi di non giocare ma lui mi rispose che quella sarebbe stata la partita della Roma. Ecco la partita del Genoa è sempre importante. Facciamo sempre tante partitelle in allenamento, impossibile non avere lo stimolo giusto".
Alcuni giocatori stanno mordendo il freno per giocare come Zatterstrom: "Non voglio mettere troppi giocatori in campo che non hanno mai giocato assieme. Zatterstrom potrebbe giocare dall'inizio a Firenze". Sulla crescita del gruppo dice: "Siamo cresciuti tenendo presente quello che cerchiamo ognuno di noi. In allenamento qualcuno come Ekhator è migliorato. Ora si allena da rande e non più da giocatore aggregato alla prima squadra. L'intensità invece non poteva migliorare perché è sempre stata al top, ma è normale con una piazza del genere. Poi avevo trovato una squadra pronta quando sono arrivato, merito dello staff precedente. Di certo è migliorata la classifica".
Dal 1977 il Grifone non espugna Firenze: "E' uno stimolo anche questo. E' una cosa in più che dirò ai miei giocatori". Salvezza uguale rinnovo automatico: "Da un po' eravamo salvi, ma chiusa la sfida tra Cremonese e Lazio la tensione è calata. Nonostante alleni da poco vivo come tutti per raggiungere determinati obiettivi". Difesa a quattro? "Lo abbiamo fatto contro Como e Sassuolo almeno per l'80% della gara. Le scelte le faremo a seconda della strategia della gara da adottare".
Passi in avanti evidenti per Ekhator: "Ogni calciatore più gioca e più migliora. Forse potevo schierarlo prima ma Colombo ha fatto il suo e ci ha tolto dalle posizioni brutte in cui eravamo. Vitinha è unico ed Ekuban ha quell'esperienza che serve in certi frangenti della gara". Un De Rossi che ha sempre detto di aver preso un po' dai suoi ex tecnici in primis dal padre: "Ho preso tanto da mio padre ma non solo. Con Luis Enrique l'anno più importante per la mia vita. Sono contento per i risultati che sta ottenendo".
Rientrati alcuni elementi dalla Serie C: "Non mi sembrava il caso di perdere del tempo. Sono ragazzi che vorrei vedere in ritiro per farli crescere maggiormente".Sul riscatto di Colombo: "Un attaccante decisivo nella salvezza del Genoa. Bello pensare che il primo punto con me è stato fatto razie a quel suo tocco sporco in area. Lui è un lottatore che lo sono anche i suoi compagni. La salvezza è arrivata grazie a lottatori come Colombo, Frendrup, Ostigard anche se non è giusto fare dei nomi perché tutti sono stati lottatori in questa squadra".
Sul possibile rinnovo di Messias: "Il giocatore più forte che abbiamo ma purtroppo molto fragile. Un riferimento per la squadra. Ci ha dato grandissima disponibilità". I giocatori che potrebbero partire dicono di stare bene al Genoa e non vorrebbero lasciare questa squadra: "Non merito mio ma della piazza. Genova è fantastica e l'atmosfera che c'è allo stadio è unica. Se i calciatori vogliono restare qui è perchè sono stimolati. Genova è diversa dalle altre città e se si sta bene non viene mai la voglia di andarsene. Genova è diversa da certe piazze, poi ce ne sono di piazze calde come Genova ed io lo so ma questo è un posto speciale"