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De Rossi: "Ostigard ha uno strapotere da Premier League"

di Franco Avanzini

Un passettino in avanti nella prima gara dopo la salvezza conquistata la settimana scorsa. A fine gara è intervenuto in sala stampa il tecnico del Genoa Daniele De Rossi che spiega: "L'attacco mi è piaciuto, si è mosso bene. Siamo stati bravi nel servirli anche se il campo era lento e la partita dura. Abbiamo giocato meglio il secondo tempo, è stata una partita seria. Non era scontato mantenere questo livello avendo centrato la salvezza da 20 giorni".

Ancora non si sa quando si giocherà Genoa-Milan del prossimo turno: "Nessuno lo sa, siamo tutti nella stessa barca. Adesso però la squadra avrà due giorni di libertà". Quanto De Rossi è stato vicino alla Fiorentina: "C'era stato un contatto con Pradé e Barone ma poi decisero di proseguire con Iachini. Non voglio commentare le vosi che cambiano giornalmente".

L'incontro con il presidente Sucu: "Non c'è molto da dire. Potevamo parlare degli Alpini a Genova. Se non volebvo rimanere neppure ci parlavo con il presidente. Non si possono fare promesse, solo Chivu al momento può farle perché è l'unico che resterà nella stessa squadra. Io a Genova sto bene e non ho fretta di lasciare questa squadra. L'unica promessa che avevo fatto era quella di restare alla Roma. Poi è chiaro che mi piace stare al Genoa e vorrei portarlo in Europa. Ma questa non è una promessa".

Sulla fase difensiva: "Ci siamo difesi da squadra come è giusto che sia. Poi abbiamo Ostigard che ha uno strapotere fisico che si può vedere solo in Premier League. Bello fare dei clean sheet, tutti stanno giocando alla grande anche chi sta in panchina". Sulla Fiorentina dice: "Non parlo di squadre che non mi competono. E' successo anche alla Roma rischiare la Serie B, quando certe squadre restano impelagate in quelle zone di classifica fanno poi fatica ad uscirne. Vanoli ha fatto un grande lavoro, salvarsi non era scontato".

Sui giovani rossoblu: "Zatterstrom ha fatto una buona gara mentre Amorim continua a crescere gara dopo gara". Genoa arbitro della lotta Champions prima contro il Milan e poi di quella retrocessione a Lecce: "Siamo sempre arbitri di qualcosa"