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De Rossi: "Verona e Udinese, due gare in cui far punti per la tranquillità"

di Franco Avanzini

Dopo il bel successo interno contro la Roma, il Genoa è atteso dalla trasferta al Bentegodi contro l'Hellas Verona. Una gara non facile come potrebbe sembrare visto il fatto che i veneti arrivano dal bel successo di Bologna e, nonostante una classifica sicuramente non buona, nutrono ancora una flebile speranza di salvezza. Al Centro Sportivo Signorini ha parlato il tecnico dei liguri Daniele De Rossi: "La settimana è trascorsa positivamente. La squadra ha lavorato bene. Abbiamo ancora da valutare alcuni giocatori come Baldanzi o qualcun altro che ha avuto qualche problemino. Abbiamo studiato bene il Verona, una squadra viva. Noi abbiamo lavorato sia sul fisico che sulla mente".

Il successo sulla Roma: "Ha portato leggerezza, ci ha permesso di lavorare bene, senza stress. Poi i tre punti ti danno maggiore tranquillità per il futuro. Con l'aggressività possiamo diventare una squadra difficile da superare. L'aggressività e l'attenzione saranno importanti anche a Verona". Sui rischi possibili del match in terra veneta, il tecnico dice: "Una gara che nasconde tantissime insidie. L'ultimo successo dei veneti ci ha permesso di lavorare in maniera più concentrata perchè ci ha permesso di capire quanto sarà dura questa sfida. Verona e Pisa non sono ancora retrocesse, mancano tante gare alla fine e Verona è una piazza calda".

In cinque giorni, prima il Verona e poi l'Udinese: "Dovremo fare punti in queste due gare per poi guardare al campionato in maniera diversa. Ci permetterebbe di metterci dietro altre squadre e posizionarci a distanza di sicurezza. Gare entrambi molto importanti". Ingressi spesso determinanti: "Avere cinque cambi può permettere di cambiare molte cose. Sono il 50% della squadra. Rispetto all'inizio del mercato siamo meno ma questo non significa avere meno soluzioni, sicuramente si lavora meglio".

Giocatori che, quando parlano di De Rossi, parlano dell'energia portata dal tecnico ma viceversa quale è la situazione? "Loro mi hanno dato apertura dal primo giorno del mio arrivo. La squadra ha sempre risposto presente". Sull'esodo dei tifosi: "Sono il succo del calcio, non solo della nostra squadra ma anche di tutte le altre. Il Bentegodi non è il Ferraris che li puoi sentire vicino ma noi lotteremo per loro perché sappiamo che ci saranno". 

Sulla probabile formazione De Rossi non dice molto: "Non so se ci saranno variazioni, qualche dubbio ancora ce l'ho ma non voglio stupire nessuno. Le mie scelte vengono fatte solamente per cercare alla fine di portare a casa i tre punti. Questa squadra mi regala la possibilità di variare sempre qualcosa. So cosa sarebbe successo se contro la Roma avessimo perso, si sarebbe detto che volevo favorire la mia ex squadra e questo è un fatto gravissimo. Le scelte che faccio sono solo dovute al fatto che penso che quel giocatore possa farmi vincere la gara. Talvolta ho proseguito sulla strada della continuità, altre volte ho cambiato. Un consiglio che seguo sempre è quello che mi diede una volta Antonio Conte che mi disse che, se dovevo sbagliare, dovevo farlo con la mia testa".

Sulla scelta degli attaccanti: "Abbiamo attaccanti forti compreso Ekathor che è un classe 2006 ed ha giocato contro uno dei difensori più forti del campionato come Ndicka. I miei dubbi riguardano anche gli attaccanti". Su Norton-Cuffy: "Sta bene e si allena normalmente. Può essere arruolato. Poi valuteremo se farlo giocare o meno". Due parole anche su Sabelli: "E' un giocatore importante. In allenamento dimostra sempre di essere pronto". Leali invece è passato da titolare a panchinaro: "E' un professionista che ci sta aiutando. E' presente nel gruppo e durante gli allenamenti nonostante faccia il dodicesimo".

Contro la Roma il tifo è arrivato anche dai Distinti e dalle Tribune: "E' stato emozionante, le formazioni che mando in campo le preparo anche pensando all'1% di quello che il pubblico potrà darci. Questi tifosi ti aiutano a fare uno scatto in più. In altri stadi non hai questo vantaggio. Il DNA Genoa ti porta ad essere più coraggioso. Questo stadio merita una squadra che entri in campo per ribaltare qualunque avversaria, sia che sia prima che ultima".

In mezzo al campo ruggiscono Masini e Frendrup: "Sono elementi che, visto il gioco della Roma, sanno pressare mantenendo sempre la stessa intensità". Genoa e De Rossi, il rapporto: "Mi piace la vicinanza coi giocatori. Non son o un allenatore che spia i giocatori, odiavo questo tipo di allenatore quando giocavo. La vicinanza e l'amicizia che nutro nei loro confronti c'è perché loro sono professionisti e mi danno tutto in campo. E allora do loro due giorni in più di festa, cosa che magari altri allenatori non farebbero perché credo nel recupero e soprattutto credo in questi giocatori e so che dare qualcosa a loro mi farà tornare qualcosa a me che poi si rivelerà utile sul terreno di gioco"