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De Rossi: "Vogliamo vincere ma i tre punti non ci daranno la salvezza"

di Franco Avanzini

Terz'ultima gara interna per la stagione 2025/2026 per il Genoa ed a Villa Rostan ha parlato il tecnico dei rossoblù Daniele De Rossi per presentare la sfida contro il Sassuolo: "All'andata quella gara rappresentò il fatto di sentirmi parte di questa squadra anche se non era ancora ufficiale ma dai nostri colloqui sembrava si potesse arrivare a conclusione positiva. L'ho vissuta più vicina alla squadra del Genoa. Quella di domenica potrà darci tre punti importanti ma non chiuderà nulla. Anche la vittoria non ci metterebbe tranquilli. E' una sfida importante, è però un cerchio che si chiude".

Un incontro speciale a Torino con Spalletti, ora un vecchio compagno della Nazionale, cioè Grosso: "Il ricordo con Grosso ci unisce, ma non solo con lui. E' il volto emblematico di quella avventura ma non solo in quella circostanza. C'è una stima forte con lui, mi sento un pochino più spesso. Mi fa piacere re-incontrarlo, fa una grande carriera. E se la merita". 

Primo tempo brutto con la Juve, meglio la ripresa, rammarico: "Lo dicevo a Torino, bisogna fare una analisi onesta. Si analizzano le due facce, i due tempi, e si deve analizzare dove ho sbagliato io cn qualche scelta e poi in maniera diretta in sala riunione. Loro sono esigenti e giustamente va presentato dove andava fatto meglio da loro. Ho percepito che si è fatto il paragone con la partita di Roma ed il primo tempo di Milano. Occorre pensare alla forza della Juventus, la Roma in quel periodo sembrava imbattibile".

Le prossime tre gare importanti, Sassuolo e Como in casa e Pisa fuori: "Sono tutte gare importanti. Vogliamo salvarci con le nostre gambe. Vogliamo fare punti in casa e in trasferta come accaduto a Verona ma anche in casa contro la Roma. I punti sono importanti per tutti. Ho sempre battuto il tasto di non essere salvi, sapevo che i successi con Roma, Verona e Torino ci hanno messo in un certo momento ma non è finita".

Sassuolo sui generis con elementi come Pinamonti, Berardi. Lorienté, hanno scollinato i 40 punti: "Non saranno tranquilli e giocheranno come fatto contro il Cagliari. Sono organizzati societariamente ed hanno qualità. Non solo attaccanti ma importanti altri giocatori come Matic o Mauremovic. E' una squadra forte. Giocheranno magari leggeri e potrebbero giocare anche meglio. Dovremo affrontarli cercando di mettere in risalto le loro lacune".

Baldanzi: "Poteva giocare anche l'ultima di partita ma pochi giorni prima della Juve aveva un po' di rigidità e stanchezza e la nostra scelta è caduta su Messias. Domenica però giocherà dall'inizio essendo a momenti molto buoni". Primo tempo così giocato è stato il caldo, la tranquillità per i risultati avversari o per causa degli avversari: "Importante per la ripresa è stato l'ingresso di Masini, con lui in campo abbiamo giocato un po' meglio. La Juve è meno asfissiante ad esempio della Roma. La lettura è stata questa, l'errore di matrice tecnico e tattica mio. Ma è importante che ci siano tutte queste analisi tra il primo tempo brutto ed una bella ripresa a Torino. Forse tempo fa andava liquidata semplicemente con un son più forti, bello che ci sia invece ora questa ambizione di poter far risultati a Torino. Consapevoli degli errori fatti magari prossimamente magari potremo far risultati anche a Torino".

Differenza tra selezionatore e allenatore: "E' il ruolo che ricoprono ma chi ha fatto risultato nel passato era un allenatore come ad esempio Lippi. Smetti semplicemente di lavorare tutti i giorni. Lavori in determinati periodo, ai tre giorni per preparare un match. Conosco questa situazione soprattutto chi come me l'ha frequentato sia da giocatore che nello staff. Spero che chi arriverà abbia qualche anno per mettere le sue idee in campo. Stiamo prendendo qualche batosta ma ci vorrà poco per rimettere tutto in piedi".

De Rossi il più apprezzato dai tifosi genoani, cosa vedono in lei: "E' un insieme di risultati non clamorosi arrivati ma anche un feeling che si è creato. In panchina c'è qualcuno che si fa vedere in maniera focosa. I tifosi del Genoa sono i miei tifosi e cerco di difenderli e se dovessi cambiare squadra ragionerò alla stessa maniera. Io cercavo una tifoseria così che ri spinge. Ieri sono andato in giuro per la città e c'è una bella atmosfera. Ero io a dire che ancora non siamo salvi". Un modo di presentarsi anche molto positivo da parte dell'allenatore: "E' un po' la mia impostazione, quando cresci a Roma dove magari ti trivi 50 giornalisti devi fare una scelta o fai 0 a 0 e non dici nulla ma mi dava fastidio. Anche adesso cerco di non sbagliare ma rispettando tutti. Non voglio stare 50 anni nel dire bugie, rispetto la sacralità dello spogliatoio e certe cose le tengo dentro e mai le dirò. Questo microfono va usato in maniera più comoda, non ki piace dire bugie e magari sembrare infallibile. Capita che vinci 25 gare e poi vedi l'Inter che ne vince 26. La mia è una scelta restando il più onesto possibile, paga in maniera empatica con la gente. Ammettere un errore in una scelta tattica può far sembrare simpatico un allenatore ma poi ti presenta il conto".

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