.

MiNUTI rossoblù: a Firenze un pareggio che certifica un campionato tranquillo tra futuri sogni europei nel mirino di De Rossi

di Redazione Genoa News 1893

Un Genoa già salvo scende in campo con caparbietà e concretezza contro una Fiorentina a caccia del punto salvezza. De Rossi osa ancora con esperimenti tattici: protagonista assoluto lo svedese Zatterström, schierato a sinistra nel 3-4-2-1, mentre dalla panchina entrano i giovani Doucouré e Ouedraogo al posto di Martin e Marcandalli.

Fine stagione, Genoa salvo: non demotivato, ma meno brillante rispetto all’inizio, quando tutto era in gioco. I rossoblù agganciano comunque il 41° punto, avvicinandosi ai 43 di Vieira dello scorso anno – lontani dai 49 di Gilardino, ma con una rosa diversa, priva di elementi del calibro di Gudmundsson e Retegui, costruita per un cammino diverso.

Un campionato di difficoltà: De Rossi prende una squadra con soli tre punti in nove giornate e centra l’impresa, salvandola con cinque turni d’anticipo (forse sette, a seconda di Cremonese e Lecce). Ma l’attenzione è sul futuro: un’ossatura solida emerge, specie in difesa. Senza il messicano Vásquez, Marcandalli, Ostigard e Zatterström brillano; su tutti, il norvegese è un gigante. Domina Braschi nel primo tempo e Piccoli poi, sfiora il gol di testa – sarebbe stato il sesto – con De Gea in grande spolvero.

Inevitabile il toto-De Rossi: “Sto bene qui, dialogo continuo con il presidente e Diego Lopez”, dice lui, onesto e cauto. Ambizioso, corteggiato da Fiorentina e Torino, legato a Genoa e tifosi, vuole aprire un ciclo. Ma serve la dirigenza: soddisfarlo non significa non cedere, bensì sostituire bene e rafforzare l’11 titolare nei punti chiave.

Se si gioca a quattro, servono due esterni; col 4-3-3, profili che saltano l’uomo. Colombo, riscattato dopo i sette gol, resta, ma serve un centravanti-regista: Malinowski saluta (scadenza contratto), Frendrup tentato da mezza Serie A e Europa. Ricostruire centrocampo e fasce: Martin ha qualità, ma soffre in marcatura; Vitinha intriga, ma segna poco; Ekhator cresce a vista d’occhio, futuro bomber nonostante i 22 anni.

La dirigenza è chiamata all’appello: dimostri ai 30.000 del “Ferraris” contro il Milan che questo Genoa può aprire un ciclo. Non Europa subito (gap di 14-15 punti dalla settima alla tredicesima), ma prime otto in 2-3 anni. Como ha speso, Bologna ha Sartori, Atalanta dirigenza-top: Genoa può farcela, come il Sassuolo (5.000 spettatori, gran stagione).

Esempi? Chi conosceva Ostigard, Gudmundsson, Retegui? Diamo fiducia: Zatterström può sorprendere, il portiere va testato in ritiro. Tenere Baldanzi sarebbe oro. De Rossi sogna fantasia, verticalità, ali rapide: difficile, ma possibile.

Partita noiosa? Sì, ma tipica di fine stagione. Milan e Lecce diranno tutto sui punti. L’importante? Che De Rossi dica sì per il futuro.