.

MiNUTI Rossoblù: Genoa, allo Zini vale il detto “quando non vinci, almeno non perdere”

di Redazione Genoa News 1893

Oggi si può dire questo: c’è un detto famoso nel calcio che recita più o meno così, quando non riesci a vincere devi cercare almeno di non perdere. Ed è proprio quello che è successo al Genoa di De Rossi, che aveva iniziato molto bene la partita contro la Cremonese di Nicola, squadra in crisi da dieci gare senza vittorie, con tre pareggi, sette sconfitte e senza successi dal 7 dicembre, nonostante il sostegno di circa 4.000 tifosi allo Zini e i 20 punti già messi insieme a dicembre, poi diventati solo 23 con appena altri 3 punti raccolti dopo.

De Rossi è stato coraggioso: ha letto bene il momento delicato degli avversari e ha provato a vincerla puntando sulla qualità, inserendo Messias e rinunciando a soluzioni più prudenti. Ellertsson è stato dirottato sulla corsia, mentre Martin, che non sta attraversando un buon periodo, nel finale rischia di combinare il disastro con un passaggio laterale sanguinoso che porta all’errore anche di Marcandalli, tra i migliori in campo e in crescita costante, fino alla traversa colpita da Bonazzoli che avrebbe potuto trasformare la partita nell’ennesima beffa dopo quelle, già discusse, con Napoli e Lazio tra Var e contro-Var.

Il Genoa chiude il primo tempo sullo 0-0 e probabilmente avrebbe meritato qualcosa in più in una gara in cui ha vinto la paura, soprattutto da parte della Cremonese. Anche il Genoa, con i suoi 23 punti e un calendario che propone poi Torino, Inter e Roma, aveva l’obbligo quantomeno di non perdere: questo punto, che mancava da un mese, serve alla classifica, al morale e ad attenuare le scorie delle ingiustizie percepite nelle ultime settimane, fermo restando che arbitri internazionali come Sozza, tra i giovani più interessanti, e Mazzoleni, considerato il miglior “varista”, sarebbero stati graditi anche in sfide delicate come quelle con Napoli e Lazio.

È stato uno 0-0 povero di emozioni ma utile a entrambe: Cremonese e Genoa restano appaiate a quota 24 (Cremonese 15ª, Genoa 16°), tre lunghezze sopra Fiorentina e Lecce (impegnata contro il Cagliari) e con Verona e Pisa ferme a 15 punti e praticamente già spacciate, in un contesto in cui la quota salvezza per la terzultima si è alzata, perché Cagliari e Parma stanno correndo forte e bisognerà vedere anche cosa farà il Torino: in questa lotta rimangono coinvolte soprattutto Genoa, Lecce e poche altre, ma salvarsi diventa sempre più complicato.

Sul piano individuale Malinovskyi è, a giudizio di chi parla, il migliore in campo per qualità e quantità, in un duello anche simbolico con il suo ex compagno Thorsby, protagonista di un gesto molto bello a fine gara, quando la squadra del Genoa è andata sotto la gradinata Nord “trasferita” allo Zini e lui è stato accompagnato e applaudito, dimostrando professionalità e serietà dopo le brutte immagini viste di recente con Bastoni nella sceneggiata di Inter-Juventus. Tra i pali, Audero è decisivo con una parata straordinaria su Norton-Cuffy, dopo un altro intervento, più semplice, su Messias.

Una sconfitta sarebbe stata durissima da assorbire vista la marcia di Parma e Cagliari verso una salvezza anticipata, e resta il rammarico perché, sui 90 minuti, il Genoa avrebbe meritato di vincere. Ma la traversa nel finale, figlia dell’errore in uscita, fa pensare davvero a una possibile ennesima beffa evitata solo per questione di centimetri.

La nota positiva è l’ingresso di Baldanzi, non ancora pronto ma con colpi in grado di dare qualcosa in più a una squadra che l’allenatore vuole impostare più sulla qualità che sulla quantità: lo dimostrano i cambi coraggiosi, con l’inserimento nel finale di Baldanzi e Amorim e, in precedenza, le sostituzioni di Ekhator ed Ekuban per Colombo e Vitinha, entrambi generosi e spremuti. Anche se il problema resta il gol che continua a mancare, con un Genoa capace di costruire e tenere a lungo il possesso, ma spesso sterile nel concretizzare la mole di gioco.

Molto bene la difesa, con Marcandalli, Ostigard e Vasquez solidi, e con lo stesso Marcandalli in diffida sarebbe stato un vero delitto perderlo per la prossima sfida contro il Torino: gara delicata che il Genoa dovrà comunque provare a vincere prima di affrontare Inter e Roma, avversarie sulla carta nettamente superiori. Baldanzi, utilizzato oggi come mezzala ma impiegabile anche da seconda punta o addirittura da prima punta nonostante l’altezza, e Amorim, ancora da capire nel ruolo migliore, rappresentano le variabili con cui De Rossi dovrà lavorare.

Nel complesso la partita non è stata bella: ha vinto la paura che ha attanagliato soprattutto la Cremonese, squadra grigiorossa in caduta libera, mentre il Genoa porta a casa il punto che cercava, importante per classifica e fiducia in vista di un finale di stagione che si annuncia ancora molto combattuto nella zona salvezza.