Senza Ostigard, Daniele De Rossi cambia il cuore della difesa
Senza Ostigard, Daniele De Rossi è costretto a cambiare, al centro della difesa sceglie Otoa. Lo ha detto chiaramente in conferenza stampa: “Gioca Otoa centrale. Penso sia il futuro del Genoa”.
Il tecnico spinge forte sul profilo del giovane: “Penso sia un giocatore dal futuro assolutamente brillante. Ha avuto un piccolo fastidio al ginocchio, non c’è stato il minimo dubbio di forzarlo. È un difensore eccezionale”. Un’investitura netta, con anche una gestione prudente del piccolo problema fisico.
Nel reparto arretrato è arrivato anche Zatterstrom, e De Rossi ha spiegato cosa lo ha convinto: “Abbiamo visto delle grandi qualità in lui, che ha fatto vedere nella sua esperienza al Malmoe piuttosto che in quella inglese. È un giovane che non gioca da tanto tempo ma, per quello visto al Malmoe, è un giocatore di personalità: entra dentro il campo col suo mancino e gioca a testa alta. Spero che il suo adattamento sia il più breve possibile, ma sono curioso di vedere cosa può diventare quel giocatore”.
Sui clean sheet delle ultime due gare, De Rossi li considera un segnale che pesa anche nella testa, ma con una precisazione: “È importante, ma se devo parlare di difesa non prendo la gara col Cagliari come esempio. Se invece penso a 90 minuti in 10 contro 11 contro l’Atalanta è stata la gara perfetta”. Il motivo è semplice: “I clean sheet fanno bene alla salute perché vuol dire che esci dal campo con un punto nella peggiore delle ipotesi. Non prendere gol ci mette nella condizione di, fra virgolette, sperare di fare gol. Siamo convinti di poter far male e fare gol”.
Infine, un passaggio sui gol che possono arrivare anche da dietro. Alla domanda sulla mancanza di reti dei difensori, De Rossi ha risposto così: “Abbiamo lavorato sui piazzati. Stamattina in particolare abbiamo lavorato su quello, specie in quelli difensivi. I gol degli altri difensori arriveranno”. E su Ostigard ha riconosciuto una qualità specifica: “È quello che attacca meglio gli spazi, ha questo fiuto che è difficile da allenare, ma si può lavorare sulle traiettorie e sui posizionamenti. Arriveranno i gol degli altri difensori”.