.

Davide il "fortunato"

di Luca Canfora

Non credo alla fortuna. E alla sfortuna. A meno che un Tir esca di strada e mi metta sotto, o una malattia democratica scelga me invece di qualcun altro. 

Ma qui parliamo di calcio.

Arriva Davide, uomo semplice che fa cose semplici, che gioca per non prendere gol ed avere un equilibrio tattico... semplicemente. E casualmente, "fortunatamente", il Genoa non crolla al primo gol subito, resta in partita fino alla fine, con un atteggiamento tattico e caratteriale semplicemente idoneo, e grazie alla "fortuna"... vince la seconda partita su 14.

Fortuna.

La fortuna non c'entra niente. E lo vedremo nelle prossime partite.

C'entra che le mode passano, le stranezze perdono appeal, le cose e le persone eccentriche si mostrano per quello che sono, banali. Invece le persone umili, senza fronzoli, che non "complicano il pane" e fanno le cose semplici, che non seguono le mode nel momento... nemmeno nell'abbigliamento... ma che hanno una vera personalità... cioè pur cambiando rimangono fedeli a se stesse, ai propri principi, alla propria filosofia di vita, al contrario sono veramente intriganti, affascinanti, originali, uniche.

Davide è una di queste persone. 

Davide il "fortunato" non ha bisogno di abiti vistosi, di dialettica tagliente o polemica per farsi notare, di inventare schemi tattici innovativi, di promuovere se stesso.

Davide fa il suo lavoro. Se fa freddo mette un piumino non troppo slim che però tiene caldo, un berrettino che copra anche le orecchie, un paio di occhiali passati di moda nel 1983, e mette in campo una squadra che abbia la sua... normalità... sincerità... determinazione... carattere.

Poi puoi perdere, certamente, e ne perderemo ancora tante di partite. Ma con quello sguardo, con quella dignità di squadra, con quella eleganza della semplicità.

Io vedo questo, e mi è bastata una partita dopo un giorno e mezzo di allenamento per rivedere quello che avevo bisogno di vedere.

Buon lavoro Davide, "fortunato". Fortunati anche noi genoani, genovesi, uomini semplici.

"Uomini diversi", come te.

   Luca Canfora