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Remember Genoa: un rifiuto al rossoblu per...volere di Dio

di Franco Avanzini
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In un periodo dove il calcio, giustamente, è stato messo in ultimo piano e si parla solamente delle vittime e dei contagi causati dal Coronavirus, noi di Genoanews1893.it abbiamo deciso di proporvi qualche aneddoto su determinate gare che il Genoa ha disputato dal 1990 ad oggi. Un modo come un altro per cercare di allietarvi in questi momenti bui nei quali il pensiero va principalmente alla situazione drammatica che si è venuta a creare in Italia e nel mondo in generale. Il nostro impegno è solamente portato a regalarvi, anche solo per un istante, qualcosa di più leggero, restando sempre pronti a ricordarvi peraltro di "stare a casa" per fare in modo che il virus venga totalmente e nel più breve tempo possibile sconfitto e debellato.

Tra i giocatori che non hanno vestito la maglia del Genoa pur essendovi praticamente ad un passo ce n'è uno che non lo ha fatto non esattamente per volere proprio. E' una storia quasi surreale, di quelle che meno ti aspetti, di quelle che "solo al Genoa possono capitare". Frase quest'ultima che spesso dicono i tifosi quando questa o quella situazione nella normalità non capita ma quando tocca la squadra ligure succede, eccome.

Una storia che non è molto distante dagli attuali giorni nostri. Siamo nel gennaio 2019, mercato di riparazione. Come al solito molto attiva la società rossoblu che deve rifare una rosa non propriamente perfetta. Da rinforzare un po' tutti i reparti e per la difesa si punta ad un giocatore olandese ma tedesco di nascita del PEC Zwolle. Si chiama Kingsley Ehizibue, classe 1995. 

L'accordo pare cosa fatta. Il giocatore atterra in Italia, raggiunge Genova e sta per iniziare la nuova carriera rossoblu. Al SynLab Il Baluardo effettua le visite mediche in una fredda mattinata; fa pure colazione all'attiguo bar. Non parla molto, ma si fa fotografare dai presenti. Tutto sembrerebbe filare per il verso giusto; il giocatore parrebbe pronto a vestire la casacca della società più Antica d'Italia. Ma... eh sì, c'è spesso un "ma" nelle storie che sembra possano avere un epilogo positivo. 

E' infatti il momento della firma: a Villa Rostan tutto è pronto, contratto compreso. Ma il giocatore? Non c'è, non si presenta. Panico, nessuno ne comprende il motivo quando tutto sembrava fatto. Poi arriva la motivazione dello stesso calciatore: "E' stata la volontà di Dio a non permettermi di giocare per il Genoa". Frase mai sentita da parte di un giocatore da quando il calcio è nato. Se la squadra genovese vuole avere tutti i record possibili ed immaginabili probabilmente mai avrebbe pensato di sentirsi rifiutare con una frase del genere... come a dire, le vie del Signore sono infinite ed a quanto pare può intervenire nelle scelte di un giocatore.