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Una sconfitta senza troppi rimpianti ma certi giocatori vanno accantonati

di Pierluigi Gambino
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L'onore è salvo, l'umiliazione evitata. Il miracolo di un risultato utile in casa della Lazio è stato accarezzato solo un attimo, nel recupero, quando Scamacca, forse ingannato dal “liscio” di un difensore avversario, ha controllato malamente un pallone ghiotto in piena area, ma da qui a nutrire vivi rimpianti o ad accampare meriti particolari ce ne passa.

Le alterne vicende di una gara strana e sfuggente potrebbero indurre a pensare che Ballardini abbia gettato alle ortiche almeno un punto sbagliando in pieno la formazione iniziale, ma ci sembra una tesi forzata, tenendo conto che la rimonta genoana dall1-4 al 3-4 è maturata quando il clan biancoceleste, forse illuso che la vittoria fosse ormai in ghiacciaia, ha cominciato a perdere qualche colpo, in corrispondenza con l'ingresso di alcuni rincalzi.

Il ko genoano, ad essere onesti, ci sta tutto, e anche le nude cifre lo attestano. In pratica, il Genoa ha segnato in tutte o quasi le circostanze favorevoli create, mentre Immobile e C., in certi frangenti, si sono esercitati al tiro al bersaglio, inanellando almeno una ventina di tentativi e – oltre alle quattro reti firmate – elevando Perin a miglior uomo in campo (pur con qualche responsabilità in occasione del 4-1).

L'accusa rivolta a Zio Balla è di aver schierato inizialmente una squadra troppo rinunciataria e passiva, tutta raggrumata davanti a Perin, ma non si è trattato di un errore di atteggiamento bensì dei chiari limiti esibiti da un undici troppo carente in determinati ruoli oltreché lento nelle chiusure e macchinoso nelle ripartenze. Passi la giornata no di Strootman (può capitare, e bene ha fatto il mister ad anticiparne l'uscita a pro di un vivace Rovella), ma non la prestazione disastrosa di Radovanovic e Destro. Il primo, già colpevole contro il Benevento e schierato per via dell'assenza di capitan Criscito, ha sbattuto sulla tibia di Correa la palla del vantaggio laziale invece di indirizzarla verso l'esterno e qualche minuto più tardi ha assurdamente trattenuto Immobile in piena area cagionando il rigore dello 0-2.

Il centravanti in mezza gara non ha prodotto un solo spunto degno di nota confermando che, quando non riesce a segnare, va automaticamente iscritto tra i peggiori in campo, data la sua incapacità a giocare per il collettivo. Il suo impiego fra i titolari a danno di Scamacca è stato – questo sì - un errore da addebitare esclusivamente al trainer.

Se arricchiamo questo quadro deficitario con la nullità dell'apporto di Zajc, reinserito a centrocampo solo per mancanza di decorose alternative, ecco spiegato il monologo dei capitolini, sfociato nel doppio vantaggio – più che meritato – all'intervallo.

Le correzioni apportate dal Balla – alla ripresa, dentro in un sol colpo Ghiglione, Scamacca e Pjaca – hanno inferto una scossa immediata, con l'autorete che ha riaperto il match: pia illusione, subito cancellata dal primo di una lunghissima serie di palloni perduti dal solito Pjaca, potenzialmente un campione ed invece, alla prova dei fatti, un pasticcione capace di sciupare rifiniture in serie.

Il terzo sigillo biancoceleste, seguito a breve giro di posta dal poker, pareva aver chiuso a doppia mandata il risultato, ma il Genoa – facilitato dalla flessione dei rivali – è riemerso sotto la guida di un sontuoso Badelj, prima procuratosi un penalty e poi propostosi come assist-man a favore di Shomurodov, il cui ritorno dal primo minuto (segnatura a parte) non è stato entusiasmante ma neppure pessimo: gli sarebbero però serviti compagni più svegli e propositivi.

Il turno di campionato, avviato dalla provvidenziale resa del Benevento a San Siro, ha pure regalato ai Grifoni un'altra nota confortante: il pari del San Paolo, che avvicina il Cagliari alla salvezza e potrebbe – se confermato dai successivi verdetti – consentirle di concedere al Genoa un pareggino nella conclusiva sfida diretta. E' chiaro però che la truppa del presidente Preziosi non potrà correre certi rischi ed è attesa ad incamerare i punti necessari prima del viaggio nell'isola.

                         PIERLUIGI GAMBINO

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