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Gabriele Gravina: "Sarebbe bello riaprire al pubblico in minima parte"

di Franco Avanzini
Fonte: radio24
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Gabriele Gravina, presidente della FIGC, è intervenuto ai microfoni Radio24 parlando dell'attuale situazione a poche ore dalla conferma degli orari e dell'avvio del campionato di Serie A che così chiuderà la stagione 2019/2020, salvo nuovi stop dovuti alla pandemia di coronavirus Covid-19. Il numero uno del calcio ha parlato subito del momento peggiore di questo periodo: "E' stato quello nel quale la Francia ha fermato definitivamente il proprio campionato. Quando un torneo importante si ferma anche per gli altri tornei i dubbi aumentano".

Sul lavoro svolto in questo ultimo fine settimana spiega: "Sono realista perché mi rendo conto che i rischi attivi ancora esistono ma sono anche sempre stato convinto che la fase di preparazione fosse la meno impegnativa". Sulla norma inerente alla quarantena, Gravina dice: "Il calcio non ha mai chiesto sconti, ci sono regole da rispettare per tutti. Le norme attuali permettono di proseguire l'attività per il club isolando il soggetto che sia un calciatore oppure una persona dello staff. Una settimana prima dell'avvio della Coppa Italia invieremo una nuova proposta al Governo sperando che venga accettata".

Si è parlato di algoritmo: "Dobbiamo dimostrare in questo momento di saper proporre delle soluzioni alternative valide". Ma cosa è l'algoritmo: "E' più semplice di quanto si possa credere. E' un procedimento sistematico di calcolo. Con questo si arriva ad una soluzione che si chiama ponderazione delle classifiche. interverrà con tutte le squadre che abbiano disputato lo stesso numero di gare. Non si può cristallizzare la classifica dopo 3 o 4 partite anche perché non sappiamo ancora se le venti società avranno giocato lo stesso numero di partite. L'algoritmo altro non fa che mettere tutti sullo stesso piano, con le stesse condizioni". 

Sulle rimostranze dei calciatori, il presidente ammette: "Alcune sono condivisibili, altre no. Ogni parte ha messo sul piatto della bilancia la propria idea, la propria proposta, tutte valutabili. Ci sono stati momenti di tensione, è vero, ma da tutte le parti c'è stata anche la voglia di accelerare. Il risultato finale lo si deve al lavoro di tutti, dal ministro Spadafora ai contributi del CTS".  

Sui tifosi allo stadio: "Mi  auguro di chiudere la stagione con qualche tifoso allo stadio. E' impensabile che all'interno di un impianto da 60 o 80 mila posti non ci possa essere una percentuale minima di persone. Mi auguro si arrivi a questo, sarebbe un bel segnale di speranza per l'intero paese".