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Tante perplessità su Balo e Ranocchia; a Napoli servirà un 11 più prudente

di Pierluigi Gambino
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La solita promessa da marinaio del Joker. A salvezza intascata, aveva promesso che si sarebbe messo da parte, lasciando campo libero al diesse Faggiano, ingaggiato come plenipotenziario del mercato.Il nuovo assetto, foriero di risultati eccellenti ed accompagnato dal consenso popolare, è durato lo spazio di qualche settimana. Riecco, infatti, in trincea il patron, attivissimo negli assembramenti milanesi. Sarà un caso, ma dopo la Sua ricomparsa il Genoa ha affondato i colpi su Ranocchia e Balotelli, due calciatori che, per diversi motivi, inducono l'intera tifoseria genoana a smorfie di disappunto.

Il Prez è riuscito, in queste ore, a convincere ad accettare il Grifo il cavallo di ritorno Ranocchia, il quale per anni si è accontentato di fugaci apparizioni in casacca nerazzurra, senza soverchia gloria. Ha 32 anni e parecchia ruggine da tolgliersi di dosso, ma queste due remore sarebbero anche superabili. Maggiori perplessità suscitano invece le sue qualità specifiche da difensore puro. Il calciatore umbro – bravissimo ragazzo e professionista inappuntabile, vale precisarlo – garantisce qualche gol di testa sui calci fermi, ma in fase di copertura ha sempre lasciato parecchio a desiderare: è alto ma non roccioso, oltreché abbastanza lento in campo aperto. Vero che la corte a Juan Jesus è fallita per colpe non ascrivibili alla dirigenza genoana, ma vien da chiedersi se la lacuna del centrale dei centrali – evidenziata dall'ultima prestazione di Zapata – rischi di non essere completamente colmata.

Quanto al Balo, meglio non addentrarsi nel tema delle possibili pressioni del suo procuratore Raiola, guarda caso lo stesso di Pinamonti e dell'ultimo arrivato, Pellegrini. Qualsiasi altro presidente, di fronte ai continui flop che hanno costellato la carriera di Supermario, sarebbe rimasto alla larga da qualsiasi tipo di contatto, ma la tentazione, per uno scommettitore come Preziosi, era troppo forte. Di sicuro, l'ingaggio di Balo attirerà sulla Genova rossoblù il circo mediatico: l'effetto, moltiplicato per cento, procurato dall'ingaggio di Pepito Rossi, poi rivelatosi fallimentare. Anche quella era una situazione disperata, ma rientrava nei frequenti tentativi preziosiani di restituire al calcio giocatori reduci da seri guai fisici. Stavolta le premesse sono peggiori, e non riguardano la sfera ortopedica.

E' lecito chiedersi come possa Balotelli risollevarsi a Genova dopo aver miseramente fallito anche a Brescia, dove respirava l'aria di casa. Ovvio che i suoi precedenti insinuino il timore di inserire in uno spogliatoio coeso una mina vagante, ma come respingere il fascino di un'operazione che, comunque si sviluppi, accenderà i riflettori mondiali sul Grifone? Anche il discorso tecnico merita un approfondimento. Il Genoa è da un mese almeno alla disperata ricerca di un centravanti da doppia cifra, merce rarissima specialmente con zero euro da spendere per il cartellino. Servirebbe però una garanzia, un bomber cui affidarsi ciecamente. Balotelli invece proviene da annate in cui i cartellini gialli e rossi sono stati ben più frequenti dei gol e le sue prestazioni sono state spesso da spettatore in campo più che da mattatore, come il suo indubbio talento avrebbe permesso di sperare.

Aspettando sviluppi, ecco la trasferta al San Paolo. Il Napoli, vittorioso a Parma con un secondo tempo garibaldino dopo una prima metà gara attendista, presenterà dal primo minuto il suo gioiello Osimhen, l'uomo più pagato nell'intera storia del Ciuccio. Arrestarne le incursioni, che spesso decollano sulla fascia, sarà un'impresa, che contempla sicuramente una certa copertura difensiva. Ecco perché appare improbabile che Maran confermi pienamente l'undici vittorioso – alla grande – sulla matricola Crotone. Presentarsi a Fuorigrotta con Pandev, Zajc e Destro contemporaneamente è un azzardo che potrebbe essere pagato caro. Ecco perché, riproposto per mancanza di alternative il centravanti, uno tra il macedone e l'ex empolese potrebbe finire in panca a pro di un centrocampista (Behrami?), in ossequio ad un 3-5-2 più equilibrato a livello tattico. Possibile pure una variazione sulle fasce: Zappacosta a destra e l'ultimo arrivato, Pellegrini, a sinistra, con l'esclusione di Ghiglione.

Nel trio difensivo difficile qualche novità, tenuto conto che Radovanovic, teorico rimpiazzo di uno Zapata assai deludente nella gara di esordio, è ancora più lento e macchinoso e perciò meno adatto ad affrontare gli avanti azzurri, tutti mobilissimi negli spazi e anche nello stretto.

PIERLUIGI GAMBINO